Su di lui

Papillon è stato definito un ironico “cantastorie di borgata” con l’amore per la responsabilità e il rispetto, nella scrittura come nella vita, che cerca – per quanto possibile – di non offendere nessuno, scrivendo, al tempo stesso, per il piacere di farlo e non per piacere agli altri.

“Le pene di Theo”, “La tempesta perfetta”, “Il viaggio della notte”: possono essere tre racconti per riassumere l’atmosfera del blog, tra cura delle parole e un pizzico di cinismo, ma sempre temperato da un solido fondo di fiducia nel lato magico e poetico della vita.

Di se ha detto: “I personaggi interpretati da Clint Eastwood e Steve Mc Queen, nei film che hanno ispirato la grafica del mio blog – e che amo – rappresentano il mio spirito. La pazienza e la sopportazione – senza mai che lo spirito si arrenda – sono la forza che spinge verso la libertà, fisica per loro e spirituale per me.”

Papillon nella vita reale è un marito pessimo (così dice la moglie), impiegato e quindi cittadino senza diritto ad alcuno sgravio, nonostante non ce la faccia ad arrivare alla fine del mese. Scrive da quando era adolescente e conserva ancora qualche diario segreto. Era anche stato il reporter della “banda” di ragazzini che egli stesso aveva fondato.

Paradossalmente, nei temi non sapeva mai cosa dire. Il problema forse stava nel fatto che pensava prima a quello che gli altri si sarebbero aspettati che lui scrivesse e, forse, aveva ragione, perché quello che avrebbe potuto scrivere non sarebbe interessato ai professori.

Invece, col tempo si rese conto che con i suoi racconti verbali, spesso avvicinava, intratteneva o divertiva gli amici, così – dopo tanto tempo – ha deciso di ricominciare a scrivere, finalmente, quello che pensava.

Studente svogliato se la cavava sempre per insufficienza di prove: così gli disse un professore il giorno dei risultati della “matura”. Eppure, di questo poco edificante difetto, è riuscito a farne anche una qualità: e meno male, perché è rimasto così anche nella vita.

Le sue citazioni preferite:

“Maledetti bastardi, sono ancora vivo” (cit. S. Mc Queen nel film “Papillon”, tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di H. Charriere)

“Vale sempre la pena rischiare, se vuoi qualcosa” (cit. C. Eastwood nel film “Fuga da Alcatraz”).

“Le cose viste dall’alto, fanno sempre meno impressione” (cit. di Joe, lo straniero – Clint Eastwood – nel film “Per un pugno di dollari”)

“Quante volte sei fallito, prima di riuscire a fare una bella evasione? Sette o otto volte, no? be’, nella vita non è diverso. Per un banco perduto ce n’è un altro da vincere! E’ questa la vita, quando veramente la si ama!” dal racconto autobiografico Banco di H. Charriere, il seguito di Papillon.

“Abbiate ogni speranza o voi che entrate (nel blog) e sappiate che ogni riferimento a fatti o personaggi è puramente voluto” (cit. Papillon, parafrasando un ben più noto poeta).

Maledetti bastardi… sono ancora vivo!

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