Amanti e lestofanti

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Si sta ponendo una questione morale relativa a ciò che raccontate o non raccontate al vostro partner. Ad esempio: vostra moglie arriva a casa un giorno e comincia a raccontarvi che la tale amica tradisce il proprio compagno negli stanzini dove si provano i vestiti. Si da il caso che questo compagno non sia un emerito sconosciuto, ma un collega di lungo corso che vedete tutti i giorni. Certo, lo so, farsi gli affari propri è l’unico modo di sopravvivere, ma non basterà a superare il disagio di vederlo, salutarlo tutte le mattine o farci una riunione di tre ore parlando di budget e preventivi. Passerà il tempo e voi ci farete l’abitudine; riuscirete persino ad avere a cena la coppia in questione, con lei che si presenta in ritardo rispetto a lui e vestita come una escort dei Parioli, tra l’imbarazzo dei presenti e la serenità olimpica del marito. Insomma, la cosa sembrerà sopita, come un male cronico da tenere solo sotto controllo, grazie alla cure più moderne. Certo, quel rapporto evidenzia le sue crepe: ma, direte voi, qual è il rapporto che non ne ha? Poi, un giorno, ad una macchinetta del caffè qualsiasi, un collega di quelli che non se ne lasciano scappare una (di femmina, intendo), vi racconta che ad una cena d’ufficio si era ritrovato seduto di fianco alla “signora”, la quale aveva dato spettacolo di se un po’ con tutti e lanciato messaggi decisamente espliciti al vicino seducente commensale. E’ lì, quindi, vi accorgete di avere tenuto nascosto il classico segreto di Pulcinella, ormai di dominio pubblico; ed è a partire da quel punto, che la trama ci svelerà il colpo di scena. Lui coglie l’opportunità di fare una lunga trasferta oltre oceano nel paese natale della vivace mogliettina e va giù qualche mese per preparare il trasferimento della famigliola (in quanto i due hanno anche un bambino). Voi, che vi stavate ancora chiedendo fino a che punto fosse possibile che lui non si fosse mai accorto di nulla, vedrete svelato il mistero di li a poco, quando lei lo raggiungerà, scoprendo che ha già una seconda vita e prendendosi il benservito. A nulla servirà interpellare l’avvocato locale: prima di partire lui si è disfatto della casa ed assicurato che il matrimonio italiano non avesse valore laggiù. Vero che la situazione si regge sul filo del rasoio e dura finché stanno là, ma, da un certo punto di vista, si è trattato di un vero colpo da maestro.

Cambiamo scenario: durante una trasferta di lavoro dalla camera dell’albergo adiacente alla vostra, quella di un collega, si sente sbattere ritmicamente la testiera del letto contro la parete e voi non riuscite a chiudere occhio. Con lui c’è un “amica” giunta da un freddo paese europeo, dove lui aveva trascorso la precedente trasferta, che miagola i sui lascivi “Nie, nie… oooh, taak, tak-tak-tak!”, dove “tak” – a scanso di equivoci – non è solo il rumore della testiera del letto. Ovviamente, voi già sapete che è la sua amante, perché ve l’ha presentata la sera avanti: quello che non potete prevedere è che, lei, al termine della trasferta, lasci una valigia piena di biancheria femminile al vostro collega, il quale non potendola portare a casa vi chiederà di occultarla come si fa con il corpo del reato, fino a che potrà restituirla. Voi, che non avete mai mentito a vostra moglie e tanto meno l’avete mai tradita, in nome di quell’amicizia non esitate a mettere quella valigia nella vostra cantina, dimenticandola e mettendo in gioco la vostra incolumità fisica e morale, come nel più classico dei thriller. Sarà vostra moglie a ricordarvela, qualche mese dopo, mostrandovela aperta sul tavolo della cucina. A quel punto, non avrete altra scelta che raccontare ancora una volta la verità, per scagionarvi dalle accuse con le quali qualsiasi magistrato vi avrebbe incastrato, riducendovi ad un moderno emulo di Sacco e Vanzetti. Tuttavia, essendo la prima volta che accade, lei vi “vorrà” credere e voi avrete salva la pelle: ma la deposizione messa agli atti conterrà nomi e cognomi dei colpevoli. Situazione gestibile, se non fosse che il destino è bastardo e ad una cena qualsiasi mette vostra moglie di fianco alla moglie del collega del “tak-tak”. Alla fine le due avranno combinato una cena a quattro ed innescato una miccia: si tratta solo di capire in quanto tempo si consumerà. Nel frattempo voi state seduti sul barile della polvere da sparo.

Che lo crediate o no, non sono io il protagonista di queste due storie, che  – tra le tante – ho portato come esempio: io sono semplicemente una persona informata dei fatti e, come tale, mi sono posto le stesse domande che vi siete posti voi. E’ giusto raccontarsi queste cose? Ha senso svelare i segreti di amici ed amiche comuni? Deve prevalere il cameratismo maschile (ricordate la regola del Miglio Verde?) o lo spirito di condivisione femminile? Qui sta la questione morale, sulla quale il Club di Papillon ha non poche esitazioni, come la Chiesa nel porsi con i divorziati o il Partito Democratico sulla gestione delle correnti interne. Personalmente non credo allo spirito di condivisione femminile verso il compagno, perché nella maggior parte dei casi intende esplorare le sue reazioni, il modo nel quale egli si pone, quasi a voler cercare una complicità di tipo prettamente femminile, nella psicologia di un maschio, per come lo vorrebbe il pensiero deviato contemporaneo, mentre lui è, semplicemente, come la natura lo ha fatto. Certo, è lecito che la donna si aspetti sincerità: ma come ci si può fidare di chi userà tutto quello che dici come prova contro di te? E se glielo hai detto per fare il bella figura, be’, allora – uomo – muori…

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15 pensieri su “Amanti e lestofanti

  1. Mettiamola così: se tu (in senso generico) vuoi che tua moglie continui a dartela – e non hai l’amante e, ovviamente, vuoi che nemmeno lei ce l’abbia – ti conviene parlare.

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    1. Dipende tanto dal tipo partner. I partner gelosi sono i peggiori e non bisogna raccontare nulla. Al contrario non mi piace sapere troppo delle amiche di mia moglie incluse le beghe parentali… invece mi tocca.

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  2. Ps. Non vorrei essere fraintesa
    Quello che intendo e’ che per me(e sottolineo ME)
    La frase “resti tra me e te” viene presa sul serio e se poi diventa il segreto di Pulcinella bhe’ sn problemi di chi ha raccontato a chi.

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  3. Io non amo i pettegolezzi e me ne sto distante da segreti, di Pulcinella o meno.
    Nella prima ituazione complimenti al marito, vendetta fredda ma completa.
    Nel secondo caso, io avrei detto alla moglie tutto subito, mai nasconderei oggetti compromettenti che potrebbero solo mettermi in imbarazzo con la moglie stessa.

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  4. Dipende molto dalle situazioni: nel primo caso, visto che la coppia era conosciuta da entrambi mi sembra giusto parlarne e condividere il “segreto”; in un caso come il secondo meglio non coinvolgere il proprio partner in pettegolezzi su persone che neanche conosce. Sono d’accordo con te nel dire che quella valigia non doveva essere occultata da chi non era parte in causa… un rischio troppo grosso! e anche portarla a casa e raccontare tutto non sarebbe stata una buona idea, avrebbe comunque destato dubbi e sospetti. Insomma, se devo rischiare di litigare con il partner che ne valga almeno la pena, no?!

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  5. M’è capitato un paio di volte:
    -una volta ho pensato “che porca lei e poveraccio lui”, per poi scoprire che il primo a lasciarsi andare in scappatelle era stato lui. E comunque di lì a poco hanno divorziato.
    -un’altra volta era il lui della coppia ad avere scappatelle, ma la lei era una di quelle donne psicologicamente deboli e succubi, tant’è che in fondo lo sapeva (una volta l’ha anche beccato) ma lo negava a sè stessa. Lui avrebbe potuto anche scopare una zoccola davanti agli occhi della moglie, che tanto lei lo avrebbe giustificato (non solo perdonato).

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  6. Penso che dirsi la verità sia da considerarsi la prima regola in un rapporto. Certo bisogna considerare anche con che partner si vive, gelosie varie eccetera. Io comunque sono per la verità sempre a costo del litigio, ma so che non avrei scheletri nell’armadio. Nel primo caso chi pensava di fregare è rimasto fregato e alle grande pure . Nel secondo avrei detto al collega “sbrogliatela tu, non voglio casini!”. E avrei raccontato l’andazzo a mia moglie. Perchè rischiare la mia serenità matrimoniale per far comodo a qualcuno che scrupoli non se ne fa ?

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      1. Esatto , ma proprio per questo io l’avrei detto per fugare ogni dubbio. Facendole proprio il ragionamento contrario perchè nascondere una valigia peccaminosa se potevi buttarla nel caso fossi stato tu l’infedele?

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