L’intervista alla Contessa Mercedes (adulti)

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Nella grande sala si fece buio e sullo schermo iniziarono a scorrere le immagini con la musica; la sigla, tipo cinegiornale, era datata, nel tipico stile della produzione cinematografica del Club Papillon. Teo, in occasione della tradizionale cena di fine anno del Club, aveva deciso di intervistare la Contessa Mercedes di Montebello, per proiettarne l’esclusiva intervista da lui realizzata a porte chiuse. La Contessa era una famosa blogger, che si dilettava a pubblicare foto erotiche del proprio corpo, strizzando l’occhio, di tanto in tanto, al genere burlesque. In merito alla vicenda, nei corridoi del Club qualcosa era già trapelato e i fedelissimi di Teo, tendenti a mitizzare le imprese del loro “Capataz”, vociferavano che se la fosse perfino fatta; i più intimi addirittura millantavano di avere ascoltato, dalla sua stessa voce, racconti di numeri erotici funambolici eseguiti insieme alla nobildonna.

Le inquadrature del filmato erano minimali, costituite da due camere fisse: una puntata su Teo e l’altra sulla Contessa, sapientemente illuminata e seduta su una comoda poltrona della Sala Ovale del Club, così intitolata in onore alla mitica, quanto controversa figura, dell’ex Presidente Bill Clinton. Un piano sequenza passò rapidamente da Teo, in abito e cravatta, alla Contessa, mentre il nostro, tagliando corto, formulava già la prima domanda: “Contessa Mercedes, innanzitutto la ringrazio di avermi concesso l’onore di questa intervista.” “Ma grazie a lei, Teo, l’onore è mio.” Quel “Teo” seduttivo, così pronunciato dalla Contessa, suonò come un tono di sfida e quello, Teo, non se lo aspettava.

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Dall’incontro di due blog, se dietro ai rispettivi avatar sono celati un uomo e una donna, può nascere un gioco virtuale, retto da un sottile equilibrio,  in bilico tra seduzione ed eccitazione, ma fatto di emozioni reali.

Intanto, l’inquadratura, era esattamente quella vista dall’intervistatore, in modo da farla coincidere con lo sguardo di chi guardava la proiezione. La Contessa indossava un aderente gonna a tubino nera, che lasciava vedere solo la parte terminale delle gambe con calze velate, le caviglie e le scarpe col tacco; subito la mente di Teo osservò: “Ma come mi è venuto in mente di intervistarla… Quanto è bona questa!” Poi diede voce all’intervista: “La prima domanda che le faccio è indiscreta, ma diretta e ha lo scopo di sgombrare il campo da ogni possibile illazione. Lei ha aperto il blog – attraverso il quale si è fatta conoscere – per piacere personale o a scopo di lucro?” “Per piacere personale, ma non posso negare il fatto che le banconote lilla mi facciano particolarmente eccitare…” Un sussulto colse la mente di Teo: “Ah, però… e magari rendere più disponibile… hai capito la Contessa…” “A cosa si ispira il nome del suo blog?” Incalzò. “All’eleganza di una fuoriserie dal cuore ruggente.” Rispose la donna che bene incarnava quella descrizione di se stessa. Il ghiaccio era rotto e tra i due sembrò subito instaurarsi l’intesa per un complice gioco, tanto che Teo, senza timore si fece ancora più indiscreto: “Contessa, credo sia per la tutela della sua persona e della sua privacy, che non vuole lasciar trapelare la sua identità; nemmeno io la conosco, in quanto lei indossa una graziosa mascherina. Questo crea indubbiamente un eccitante alone di mistero, tuttavia, quale aspirante regina blogger del Burlesque, ha mai pensato di rivelarsi e se sì, quali pensa potrebbero essere le conseguenze, se questa passione fosse rivelata nel suo ambito di vita e ad un pubblico che la conosce?” “No, non l’ho mai pensato perché si perderebbe il fascino del mistero e del proibito…”

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Sedurre, è un impulso femminile irrefrenabile: il piacere che ciò le dà dipende dal tuo modo di desiderarla.

La Contessa, per nulla a disagio al cospetto di quelle domande – di matrice evidentemente benpensante e borghese – accavallò le gambe ed intrecciò le mani sulle ginocchia, in modo che Teo non potesse evitare di apprezzare le unghie ben curate e smaltate di quelle dita. Quei segnali ebbero il potere di azzerargli la salivazione, perché nella sua mente le vedeva nitidamente scorrere su e giù, lungo l’estensione turgida della sua parte più intima. “Se comincia così, come farò a portare a termine l’intervista? Accidenti!” Pensò, prima di continuare. “Con quale scopo ha aperto un blog, non semplicemente erotico, ma dove lei si offre nuda, anche se “virtualmente”, a degli sconosciuti?” “L’eccitazione di essere guardata va oltre ogni limite…” “Ma questo non la imbarazza?” E la Contessa, compiaciuta di portare l’intervista nel terreno a lei preferito: “Assolutamente no… Anzi…” “Quando posa nuda e quando si rivede, immagina più uomini intenti ad eccitarsi in sua presenza o ne immagina uno in particolare, magari ideale?” Disse Teo, senza timore di entrare nel vivo della propria azione. “Più uomini e… Molti, molti e molti di più.” Fu la lapidaria risposta, quasi a sfidare il pubblico, con uno sguardo in camera che fece sussultare la platea.

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Il modo in cui un uomo guarda una donna può infastidire: saperla guardare è il primo passo per conquistarla.

A quel punto, la Contessa, cambiando posizione sulla poltrona, si sporse verso Teo lasciando aprire la scollatura; i seni generosi, sostenuti dalle coppe di un corpetto sfizioso, lasciarono vedere i capezzoli, che puntavano turgidi sulla camicetta aderente, mentre la posizione delle ginocchia nascondeva il prezioso scrigno celato sotto la gonna. Teo si sforzava di continuare l’intervista senza far cadere lo sguardo su quelle tette marmoree, le quali lo ipnotizzavano come fossero le sirene di Ulisse. “Le foto che pubblica, sono autoscatti o lei si serve di un aiutante?” “Mi servo di un maggiordomo… Ehm… Mi scusi, volevo dire aiutante…” E lì, Teo si decise a lanciare l’affondo: se doveva essere partita, che partita fosse! “Contessa, ora si conceda come lei sa: ci descriva quello che la eccita di questo gioco. Ci può dire quale forma di piacere l’accompagna nel momento in cui si offre all’obiettivo e nelle fasi che seguono la pubblicazione?” “Be’… mentre poso davanti all’obbiettivo, è una forma di piacere trasgressivo: immagino una gang bang di uomini eccitati, che mi inondano con il loro getto caldo… E dopo, quando tutto viene pubblicato, il piacere è quello di immaginarmeli eccitati al punto tale da pensare a me, durante i loro amplessi con le rispettive compagne.” La Contessa non si era tirata indietro, anzi ci aveva pure messo il carico da undici! Teo, si prese un impercettibile pausa, mentre la sua mente pensava: “Le spettatrici non la prenderanno bene…”

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L’eccitazione di una donna è come un diamante in cassaforte: devi scoprirne la combinazione.

La Contessa, si appoggiò allo schienale e con le mani fece scorrere la gonna in modo da scoprire le gambe e che si vedessero le fasce nere delle calze. Il tecnico del suono ne aveva enfatizzato l’effetto, più o meno come accadde nella mente di Teo, che ne ascoltò il fruscio e candidamente pensò: “Indosserà le mutandine? Devo assolutamente saperlo… se continua così le salto addosso e lo verifico di persona… e al diavolo l’intervista!” Poi ricominciò: “Cosa distingue il suo blog dalla pornografia?” “L’eleganza e l’erotismo.” Ora, era giunto il momento di spendere la marchetta per il blog del Club e lui, auto compiaciuto, le domandò: “Leggendo il post “Tre rose rosse” di Papillon e Pepelion, diversi blogger hanno colto nella protagonista dei connotati comuni al suo personaggio. I due autori negano ogni riferimento voluto alla sua persona: lei ci si rispecchia?” La Contessa, da perfetta stronza, lo gelò con tono altezzoso: “Neanche per sogno… anzi trovo quel post, noioso, barboso e banale.”

Teo incassò e lasciò cadere con controllata indifferenza, cambiando argomento: “Grazie a questa intervista lei sarà vista e giudicata da altre blogger. Alcune l’apprezzeranno, magari senza confessarlo, eccitate dal gioco e non necessariamente perché sono lesbiche: le fa piacere?” “No, non ho un buon rapporto con le donne, per nulla.” La mente malata di Teo se ne rammaricò, vedendo svanire dalle proprie fantasie l’ipotesi di fantastici numeri a tre. “Quali pensa potranno essere le reazioni negative?” “Invidia… e battute poco piacevoli, si sa, le donne sono così, tranne io, ovviamente.” Sul sorriso malizioso  che ne seguì, la mente di Teo commentò: “Classica femmina Alfa…”

A quel punto, Teo, dalle cui profonde stempiature luccicavano una miriade di goccioline di sudore, infilò l’indice e il medio nel colletto della camicia, facendo scorrere le dita prima da un lato e poi dall’altro, tradendo così una certa fatica nel controllare quella femmina e, con un certo imbarazzo, si avviò a concludere: “Ehm, bene Contessa, questo aspetto meriterebbe di essere approfondito, ma ahimè, il tempo a nostra disposizione è purtroppo finito e dobbiamo concludere la nostra piacevole conversazione. Io e il pubblico la vogliamo ringraziare per la sua provocante e seducente disponibilità e speriamo di averla di nuovo presto qui con noi…” La Contessa lo interruppe guardando in camera: “Ringrazio tutti, ma soprattutto lei,  Teo, per avermi invitato.”

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Le fantasie amplificano il piacere. Ad esempio, per una donna, farsi desiderare e guardare da molti uomini, offrendo l’immagine del proprio corpo e del proprio sesso, può eccitare moltissimo. E’ in quelle situazioni, quando una donna si offre così, che l’uomo deve dimostrare di saperla rispettare.

La Contessa mise le labbra carnose a cuore e mandò un bacio a tutti i soci, mentre sullo schermo iniziavano a scorrere i titoli di coda, intervallati da alcuni fuori onda, che catturarono l’attenzione del pubblico, mentre la mente di Teo si ripeteva con ossessione: “Non ci devo provare, non ci devo provare, non ci dev…” “…tra l’altro (Teo guarda l’orologio con gesto studiato…) Lei è elegantissima e indossa un gradevolissimo profumo. Mi posso permettere di invitarla per un aperitivo? Conosco un ottimo locale qua vicino, è libera stasera?” “Che fa? Ci prova?” Rispose pronta la Contessa, avendo evitato la delusione che lui non l’avesse fatto. “Mi perdoni, non ho saputo resistere…  per un attimo ho svestito gli abiti professionali… però l’aperitivo glielo voglio offrire lo stesso, così in amicizia, con questo caldo dei riflettori mi è venuta una sete…” “Ah, ah, ah, l’ho colta sul fatto! Lei mi diverte, così patetico e ingenuo. Però mi è simpatico e su una cosa ha ragione, qui fa molto caldo e avrei anch’io bisogno, come dire, di “svestire” i panni dell’intervistata; perché non viene da me, così le offro qualcosa di fresco? E poi, ho in mente di produrre un’altra serie di fotografie per il blog, magari potrebbe darmi delle idee…”

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Godere è una condizione cerebrale che nasce dal contatto delle menti, magari tramite lo scambio di immagini e parole, prima che da quello dei corpi.

Su quell’ultima risposta, improvvisamente, in sala si riaccesero le luci, ma nessuno si mosse: i soci erano rimasti a bocca aperta e non accennavano a muoversi, ancora attoniti per quello che avevano appena visto e, muti, fissavano lo schermo ormai bianco. Poi – piano, piano – uno, due, tre ed infine una valanga di applausi riempirono l’auditorium insieme a qualche fischio e urla di approvazione. I “membri” – era proprio il caso di dire – del Club, si erano alzati tutti e stavano rendendo omaggio alla Contessa e a colui che, ancora una volta, era riuscito a sorprenderli. Infine presero a sciamare verso l’uscita. Lì, tra il vociare diffuso, i più si chiedevano come fosse andata veramente a finire: “Se la sarà portata a letto?” Anzi, a onor del vero, gli “oltranzisti”, al posto di portata a letto usarono un altro termine: “ficcata”.

Nota
L’intervista è vera e gli scatti riprendono realmente la Contessa; il post è il frutto della collaborazione tra il blog ospitante e quello ospite. Il resto della storia… fate un po’ voi. Comunque, le foto del post rimangono di proprietà del blog “Contessa Mercedes” e sono qui pubblicate per sua gentile concessione. Esse potranno essere rimosse in qualsiasi momento su richiesta del blog proprietario.
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19 pensieri su “L’intervista alla Contessa Mercedes (adulti)

  1. Questa donna misteriosa e sensuale che gioca sul web provocandovi con le proprie fantasie, nella vita reale potrebbe essere una di quelle mogli che i soci del Club Papillon ritengono rompicoglioni che non capiscono l’universo maschile.
    Anche io a modo mio provoco…

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