La restaurazione di Re Diego Armando I di Borbone

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Al prestigioso teatro San Carlo di Napoli c’è stata la restaurazione di Re Diego Armando I di Borbone. Celebrazione sicuramente meritata dal più grande calciatore di tutti i tempi, che Sua Altezza è stato, ma non certo per gli esempi lasciati dall’uomo. Trovo, tuttavia, inammissibile tributare onori simili ad un cocainomane inconcludente, quale sarebbe da tutti considerato, se non fosse stato, a suo tempo, Re di Napoli. Io sono il primo difensore (e pure a spada tratta)  del talento, per il quale, però, si deve avere stima solo per le qualità espresse: invece la folla dimentica, o meglio non considera o, ancora meglio, “vuole” inconsciamente ignorare. Non tolgo nulla alla festa, all’entusiasmo e alla riconoscenza, tributati dal popolo napoletano al proprio eroe, con sentimenti sinceri e del tutto comprensibili; ma detto ciò, io non posso non esprimere il timore che sia prerogativa di una certa cultura Borbonica, non scindere i valori guida del comportamento umano, dalle emozioni istintive, anche le più becere. Certo, non è qui il caso, ma questo è un sintomo, il seme che tramite una “revisione mirata” della realtà, la piega al proprio comodo (comando) e ad uso del disagio sociale (tramite l’illusione o il favore in cambio di voti, forza lavoro, etc.), portando la società a scadere nell’adulazione servile nei confronti di dubbi “benefattori”.

Prendo ad esempio questo fatto di cronaca, sapendo di attirarmi gli strali della gente del sud, per dire che questo modo di ragionare e comportarsi, secondo me, è profondamente sbagliato e che un tempo non era così: la rettitudine era un valore prioritario, importante ed imprescindibile. Poi, la  “globalizzazione” ante litteram, interna al nostro paese, di più di un secolo fa, invece di favorire l’espandersi di modelli razionali, organizzati e positivi, ha dato corda a questi aspetti comportamentali, dei quali, nel tempo, la stessa televisione spazzatura è diventata veicolo di diffusione, consolidandoli. Non sto asserendo che il modello Sabaudo fosse esente da colpe ed errori, ma di tutto lo si può accusare, tranne che della paternità di simili atteggiamenti culturali, i quali prescindono dal colonialismo economico, come io analogamente asserisco, a fronte di quei fenomeni sociali che, a livello internazionale, hanno portato a forti diseguaglianze, guerre civili e terrorismo. Questo tipo di male, non è – secondo me – portato dal colonialismo economico, ma esiste già nelle culture locali.

Non si spiegherebbe altrimenti il fatto, che tale fenomeno, sembri essere comune a tutto il “sud” del mondo e risulti essere anche il più funzionale, allo scopo di tenere sotto controllo le masse emarginate e senza futuro, gettandogli in pasto sogni luccicanti e a basso costo. Durante l’evento organizzato dall’attore Alessandro Siani, Maradona ha fatto valere, nonostante la voce impastata alla “mammamiacommestò” dell’attore Enzo Salvi, lo stesso carisma da leader che aveva nello spogliatoio, quando giocava e che (questo è lo strano) è stato incapace di avere nella vita. Poi, una certa “Curia” o “Intellighenzia” partenopea ha dato inizio all’opera di canonizzazione ed il redento eroe (dannato, ma buono, come da copione) è stato riabilitato e indicato ad esempio di redenzione per i giovani di quelle zone tanto difficili e complesse. Ma chi ha fatto questo, è davvero sicuro che uno così fornisca un esempio positivo? Non so quali finalità avesse realmente l’evento, ma io sono proprio convinto di no.

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25 pensieri su “La restaurazione di Re Diego Armando I di Borbone

  1. sai già come la penso in merito e quindi non mi ripeto, penso comunque tu abbia ragione su tutta la linea, se al popolo non puoi dare certezze pane e sicurezza… dagli un mito e vedrai che si accontenterà.
    Come sai sono di Torino e pure Torinista, tuttavia devo dirti che sul fronte calcistico la juve ha sempre avuto, anni addietro, un certo stile, quando era Presidente Boniperti, imponeva ai calciatori addirittura un consono taglio di capelli, quelli pizzicati nei locali a notte fonda venivano in qualche modo puniti. Altri tempi, è vero, però le nuove generazioni di calciatori non mi paiono eclatanti modelli.

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  2. Da diversi anni a questa parte la politica si ispira ad una “Laurizzazione”. Bonus bebè, bonus 18 anni, social card… bisogna mettersi in fila e fare domanda, col cappello in mano e sperando nella sorte, giacché non ce n’è per tutti. Maradona è un personaggio dello spettacolo, ormai… e anche quando era un calciatore, in fondo, lo era. Vale per questi personaggi lo stesso giudizio dei “comuni mortali”? Forse no… cioè, Polanski è un grande regista ed uno stupratore, Woody Allen grande regista (più una volta che oram secondo me, ma opinione personale) ed ha sposato la figlia adottiva… i rocker maledetti…

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  3. Maradona è stato il più grande di tutti i tempi. Messi vale il 75% di Diego Armando.
    Altrettanto vero che come uomo è davvero tutto tranne che un esempio.
    Ma di esempi sbagliati ce ne sono a migliaia in TV. Prendi Corona, emerito farabutto ma prima di andare in prigione osannato da ogni dove.
    E poi cantanti, attori e artisti di ogni tipo dediti ad alcool e droghe, eppure sulle copertine delle riviste.
    Certo, è doveroso scindere l’aspetto professionale da quello umano, ma poi noi celebriamo il lato umano e non quello professionale.

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  4. Il vero guaio è che un certo tipo di cultura accondiscendente sta pervadendo tutta la nostra società. In pratica sta passando il messaggio che i comportamenti ordinari sono da censurare, per cui se tu subisci un furto in casa, la colpa non è del ladro, ma tua che non avevi messo l’antifurto e che quindi, giustamente, sei stato punito.

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  5. C’è un modo di fare che, se non dettato da malafede, è involontariamente* deleterio per gli stessi meridionali.
    Una certa accondiscendenza e paternalismo nel giudizio che fa il gioco dei cialtroni. Basti solo il fatto che le peculiarità, quei luoghi comuni che se così comuni un fondo di verità devono pur averlo, al sud subiscono un ribaltamento: non sono i comportamenti più comuni ma i più virtuosi a definire la napoletanità. Così se dici che una città è pressoché invivibile, causa scarsa propensione al rispetto delle regole, vieni aggredito, ma se dici che è composta da due milioni e mezzo di Edoardo De Filippo, De Simone e Pino Daniele sei applaudito invece che spernacchiato.
    *e qui ho finito con l’ecumenismo

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  6. Mah…. anche Fabrizio Corona è diventato idolo di molti giovani nel momento stesso in cui s’è scoperto fuorilegge/testadicazzo.
    Almeno Maradona è diventato famoso quando era un gran campione….!

    Il fatto che al sud si cerchi quella botta di culo che ti sistema la vita o comunque si viva di soluzioni frivole e giocose, penso sia dato dal fatto che sia particolarmente difficile trovare lavoro in un’azienda (soprattutto seria).
    Facci caso: soprattutto qualche decennio fà, a partecipare ai giochi in tv erano quasi tutti meridionali, idem per le partecipazioni veloci tramite telefonata (o si presentavano o lo si capiva dall’accento).
    Ora ,sigh, vista la crisi, partecipano anche i nordici.

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  7. molto stimolante il tuo post.
    l’equivoco di fondo, che purtroppo vale a tutte le latitudini, è la tendenza ad attribuire ai personaggi famosi, che siano attori o politici, scrittori o sportivi, un potere, un carisma e un’assoluzione ecumenica che esula dai confini della loro specifica disciplina.
    nel caso specifico, più della cocaina che è affar suo, mi preoccupa l’antico contenzioso con il nostro erario, che fine ha fatto? ci ha restituito Maradona, tutti quei soldi che ci doveva? ne dubito.
    ml

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  8. Forse vado leggermente controcorrente anche se, sulla tua tesi di fondo tutto sommato concordo. Concordo anche che sia stato un grande anche se all’epoca steavedevo per Platiní e successivamente trovai sublime VanBasten. Detto ciò, penso che non mi importa nulla di ciò che fa o dice oggi Maradona a prescindere dalla coca. Non amo la coca, ma non credo sia a causa sua che gente come Maradona straparli. Penso invece che egli sia stupido e basta e dica cose stupide che piacciono ad altri stupidi. Agnelli (Gianni) probabilmente si sniffava Maradona con tutta la Colombia ma era indubbiamente intelligente ed aveva classe e stile. Insomma, al di la della propria vita privata i personaggi pubblici possono essere intelligenti o stupidi. Un tempo venivano amati i primi. Oggi i secondi e così ci ritroviamo i Corona, Maradona e altre mezze figure idolatrate per finire ai Salvini che se non vengono interpellati di continuo pare che il mondo non avanza!

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    1. Il mio post non è una critica a Maradona. Una persona semplice ignorante che si è trovato addosso una cosa più grande di lui: il talento. Il post è contro l’uso che viene fatto di questi stupidi, da parte di certe persone, per lucro e interesse. Questo genere di personaggi vengono osannati dagli stupidi come loro e “usati” da chi approfitta della loro stupidità. Sono queste categorie di persone che intendevo criticare per il pessimo esempio che danno. Detto questo, condivido anche la tua analisi.

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      1. Si ma infatti come avevo premesso sono d’accordo con ciò che hai detto. Per i romani valeva il panem et circenses ed oggi non è che le cose siano poi tanto cambiate!

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      2. Post succulento come il dibattito che ne è scaturito. A mio modesto parere, questa tua ultima affermazione è il sunto perfetto che rispecchia la realtà.
        Il decanter delle parole porta riflessioni varie molto interessanti da leggere postume. 😀

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  9. Ho letto più luoghi comuni in questo post che sul municipio (eh, una volta sì che c’erano valori che valevano!)
    E’ facile giudicare Maradona, la cui vita è stata messa in piazza apertamente. Mi piacerebbe sapere chi sono gli esempi positivi: Baggio? Rivera? Cosa sappiamo del loro privato? Magari sono dei serial killer …

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