Il sogno di Teo

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La scorsa settimana, al Mercoledì del Calcetto (evento sportivo secondo solo alle notti di Champions League – n.d.r.) c’erano quasi solo i componenti storici, perché le prime avvisaglie del freddo avevano tenuto lontane le ormai note minchie salate, che già si preparavano al lungo letargo invernale. Come al solito nel cambiarsi si parlava di strafighe e fighe scopabili e non scopabili: le classiche chiacchiere da spogliatoio. In quell’atmosfera complice e rilassata, stranamente Teo se ne stava in disparte, silenzioso, mogio, quasi triste. Qualcuno se ne dovette accorgere e, con spirito cameratesco, gli chiese che cosa avesse. Lui, che era sempre stato uno degli animatori di simili dibattiti, si alzò, lo squadrò dalla testa ai piedi e poi, con un sorrisino amaro, gli rispose: “C’è che abbiamo un problema, anzi, un grave problema: noi maschi siamo a rischio estinzione.” Si fermò un momento, guardandosi attorno con aria seria, in modo da catalizzare l’attenzione, poi riprese: “Il fatto è che abbiamo perso il controllo, tra di noi ci sono troppe mele marce. In primis per il fenomeno dei femminicidi ad opera di uomini dalle menti deboli, disagiate e deviate, che hanno reazioni scomposte quando sono lasciati o vengono traditi.” L’altro, riavendosi dalla sorpresa, replicò: “Hai ragione, ma cosa possiamo farci… dai, non darci peso, siamo qui per non pensare ai problemi: piuttosto sbrigati, che andiamo a farci una birra.” Ma i tentativi di sviarlo dai suoi cattivi pensieri furono vani e infatti, imperterrito, continuò: “Io mi sento in imbarazzo per tutta la categoria maschile quando sento parlare di uno come Fabrizio Corona, delle sue spacconate e della sua arroganza. Lo dipingono come un duro, bello e dannato, da perdonare a tutti i costi, ad uso e consumo dei media. Più ne parlano e più ne fanno una vittima, un eroe ed un esempio per gli altri.” “Sei invidioso perché piace alle donne… eh, eh, eh…” “Piace a certe donne… che saranno anche fighe, ma a me proprio non interessano perché sono solo vuota apparenza. Piuttosto…” E lì prese fiato per tirare fuori quello che aveva dentro: “Prima mi avete fatto incazzare con i vostri discorsi: almeno stasera lasciamoli da parte e riflettiamo seriamente.”

Lo spogliatoio ammutolì, consapevole di stare per vivere una pagina di storia: “Con i vostri discorsi mi avete ricordato Donald Trump che, con le sue uscite, sta ledendo la nostra immagine e la nostra onorabilità. Lo so che non siete come lui, ma, vedete, il rischio al quale ci espone, è che tutti i discorsi fatti nello spogliatoio del calcetto vengano equiparati alle scempiaggini che ‘sto deviato mentale miliardario dice, venendo meno alla regola del Miglio Verde, ovvero, parafrasando: quello che si dice nello spogliatoio, deve rimanere nello spogliatoio.”

Gli sguardi silenziosi dei presenti, fra i quali qualcuno aveva ancora le ciabatte da doccia e il pisello di fuori, furono di approvazione. Teo, che nel frattempo era salito in piedi su una panca, con il solo asciugamano fissato alla cintola, parendo un tribuno romano alle terme, continuò ad arringare all’insolita combriccola: “Una volta, quando non c’era tutta questa violenza fisica e verbale, le battute sguaiate si chiamavano goliardia e non erano mai accompagnate da abusi come quelli commessi da quel buzzurro. Per la maggior parte degli uomini è stato e sarà sempre così. Quello che mi dispiace è che una campagna seria e importante, come quella nella quale gli uomini chiedono scusa alle donne, sia strumentalizzata da un certo movimento femminile – che va dagli “spogliatoi” di Pilates agli ambienti bigotti cattocomunisti – per  catalogare in modo errato e sommario l’innoquo maschio medio. In questa società, che oramai rivendica diritti di equiparazione e consacrazione a nuova normalità, per qualsiasi forma di diversità, si sta affermando il messaggio che questo povero uomo etero, tradizionale e un po’ retrò, deve sentirsi in colpa e inadeguato a prescindere, per il solo fatto di essere uomo!”

La smutandata platea rimase perplessa, ma lui non si fermò. “Ed è qui che perdo la pazienza e rivendico il diritto di essere Maschio con la M maiuscola. Perché le ragazze devono sapere, che noi  non siamo “dolcemente complicati”. Noi siamo semplicemente, ruvidi, aspri e forse anche inconsapevolmente un po’ cafoni, ma orgogliosi di esserlo. Per questo, che piaccia o no, in uno spogliatoio continueremo a parlare di figa e non di donne! Solo i più ingenui continueranno a credere che la moglie e la figa siano la stessa cosa: in realtà, quando si sposeranno, comprenderanno che sono due cose completamente diverse e rimpiangeranno la prima dopo essersi sottomessi alla seconda! Ecco, io rivendico il diritto di poter almeno continuare a sognare, perché chi rinuncia ai sogni rinuncia a vivere ed è destinato a perdere la propria libertà!” L’applauso che seguì le ultime parole di Teo fu fragoroso e commosso; poi qualcuno uscì da quell’insolita assemblea e lo prese da parte, afferrandolo per un braccio: “Dai Teo, non sprechiamo altro tempo, così in birreria potremo essere liberi di sognare ancora per un po’!”

by Papillon and Pepelion

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18 pensieri su “Il sogno di Teo

  1. Bhe’ sara’ che sn antica
    ma mi chiedo se tra maschi
    Nn parlate di figa calcio motori e birra di che potreste parlare
    Quindi ragazzi lottate x le chiacchiere da spogliatoio
    la birra il calcio la figa e tutto quello vi fa’ star bene ok???
    Ma senza diventarmi Corona o Trump! 😊

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      1. Credo anche io e tralasciando una parte discutibile del Genere(che ovviamente c’e’ anche nel nostro)
        a me personalmente i ragazzi piacciono così.
        Ma vosa vuoi io sn anziana… 😂😂😂

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      2. Anche io non sono più un ragazzino, ma dentro conservo quella parte di me. Poi la responsabilità e a volte anche le convenzioni lo nascondono. La questione è che in un persona sana non fanno male a nessuno, anzi fanno allegria.

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      3. Ma non è un auto-assoluzione. Non ci sentiamo in colpa per questo e anzi, come a volte serve a non drammatizzare, che è il primo step per stressarsi inutilmente. E poi in spogliatoio comandiamo noi! 😉

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      4. Ecco quello è il classico esempio di uno che trasgredisci la regola del miglio. Niente di male a dire le cose sguaiate, inopportuni i contesti. Pensa che uno così non lo giustifico nemmeno sapendo che lo fa per soldi. Un coglione… mi stupisco a credere che la Ventura l’avesse sposato.

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  2. esimio, l’ultima cosa che vorrei fare in questo raffinato blog è creare un vespaio di polemiche, tuttavia credo sia arrivato il momento di uscire da certi stereotipi che hanno raggiunto livelli da nausea…

    le donne non sono affatto complicate, né dolcemente né amaramente, sono di una elementarità disarmante, è che molti si lasciano ingannare dalla loro predisposizione a rendere cervellotiche anche le cose più banali

    gli uomini negli spogliatoi, nei bar, nei circoli e in ogni contesto di aggregazione parlano di fica (si scrive con la C), di calcio, di automobili, di politica e di varia umanità, le donne in tali contesti parlano solo di uomini, di look, di mise e, ovviamente, sparlano della assente di turno

    il Maschio non andrà mai in estinzione semplicemente perché dietro l’ipocrita maschera di ogni donna cosiddetta “evoluta”, si cela una femmina che anela trovare un vero Maschio, ormai è un gioco delle parti che a volte assume toni ridicoli

    da decenni ho rapporti diretti con gli States, sinceramente non so se sia peggio avere alla casa bianca un rozzo Trump o una psicopatica immersa in una quantità oceanica di casini, vincoli discutibili e interessi privati come la Clinton, la Clinton è donna… troppo forte il desiderio di portare sul tetto del mondo il gentil sesso, come lo è stato otto anni fa quello di piazzare sul trono un nero, uno dei peggiori presidenti della storia Americana. Il mondo continuerà ad andare a rotoli fin quando non si rientrerà nella razionalità e si fuggirà dalla ipocrisia di facciata.

    scusa se sono stato prolisso

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    1. Peccato che il tuo commento giunga solo ora… sarebbe stato altro che un vespaio. Tra noi si è sempre detto con la “g”, ma lasciamo il quesito all’accademia della crusca. La Clinton non sarà eletta perché donna, ma per i poteri che rappresenta e perché appare meno peggio. E perché, in spogliatoio diremmo, è anche lei una culona inchiavabile! 🙂

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      1. mi auguro proprio ciò non accada, con qualche smatarozzata Trump potrebbe ammorbidire i toni, la Clinton ha troppe cambiali da pagare, che iddio ce ne scampi. Le culoni inchiavabili quando salgono al potere diventano delle vere e proprie arpie, guarda la crucca come ha ridotto l’europa per obbedire agli ordini dei potenti che l’hanno piazzata lì

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