Promemoria per la prossima riunione di condominio

assemblea

Italia, patria della cultura, paese di ignoranti, paese del terzo mondo trapiantato in occidente. Reattivi e generosi nell’emergenza, con in prima fila i sindaci delle località, via via colpite dalle calamità naturali che da sempre hanno dimora nel nostro territorio; encomiabilmente operativi di fronte all’imprevisto e sinceramente partecipi del dolore provocato dalla catastrofe che ha colpito anche loro, si affrettano a fare dichiarazioni volte a scagionare le responsabilità degli enti amministrativi locali, ovvero i comuni. Invece le responsabilità ci sono, magari non della loro giunta, ma di quella che ha fatto le concessioni edilizie o commissionato — addirittura – i lavori di ristrutturazione. Il classico “se ci sono delle responsabilità dovranno essere accertate e i colpevoli puniti”, in casi come questo è, magari, stucchevole, ma d’uopo. Invece, con l’italica accezione del termine “responsabilità”, questi signori ritengono di non essere responsabili di cosa alcuna. Ma come: tu commissioni un lavoro, dai un appalto per ristrutturare in modo anti sismico e mi vuoi far credere di non consegnare uno straccio di capitolato con tutti i richiami legislativi cui ottemperare, di non avere un ingegnere, un architetto o un geometra che analizzano il progetto e poi vanno a fare delle verifiche durante l’esecuzione di lavori? Per bene che vada sei un incapace, uno che appalta a scatola chiusa. Se penso male invece, ho il sospetto che tu abbia chiuso un occhio a seguito di qualche compenso illecito. Insomma, un assessore all’edilizia, se non controlla anche queste cose, che cosa ci sta a fare?

Di questo passo, pensando che il committente dei lavori non abbia responsabilità, finiremo per incolpare il muratore che ha eseguito la ristrutturazione. In un radio giornale, ho sentito un costruttore dichiarare “che l’impresa si è limitata ad eseguire quello che era stato richiesto”. Calma, anche il titolare di questa ditta non ha le idee chiare. Io non conosco le leggi dell’edilizia, ma nell’industria si accerta anche la responsabilità del datore di lavoro, quale committente dei macchinari, in caso d’infortunio. L’analogia, in termini di responsabilità, tra datore e amministratore pubblico a me pare evidente, quindi è grave che i politici si sentano estranei.

Ora si sente parlare di piano per la messa in sicurezza delle case e di una loro certificazione. Ci sarebbe solo da stupirsi a pensare che un paese come il nostro, a rischio sismico elevato, non si sia ancora adeguato ai criteri della prevenzione: e invece no… Adesso lo so che state pensando alla mafia e al magna-magna: avete ragione il rischio c’è sempre, ma non si tratta solo di quello. Lo stato varerà nuove leggi e stanzierà fondi, che da qualche parte dovranno saltare fuori e quindi toccheranno le nostre tasche. Ci vorranno anni per realizzarli e pagarli, questi necessari adeguamenti, i quali, oltre al malaffare dovranno superare, nientepopodimenochè: le riunioni di condominio. Lì, dovranno discutersi richieste di perizia, scelte di soluzioni tecniche e valutazioni economiche, figuriamoci: ancora oggi nelle suddette famigerate riunioni ci opponiamo ai provvedimenti per la certificazione energetica degli stabili — nonostante sia legge — perché c’è da mettere mano al portafoglio. Siamo ipocritamente pronti, però, ad offenderci e indignarci per la cinica satira di Charlie Hebdo, che però ha ragione, perché siamo egoisti, non guardiamo più in là del nostro naso e poi piangiamo: per la bolletta, per l’inquinamento e — purtroppo — per i morti. Dirò di più: fa bene anche chi, in Europa, non vorrebbe più darci soldi per i terremoti, dato che continuiamo a costruire dove non si deve e dove si sa benissimo che non si può. Invece di indignarci per le critiche, ci dovremmo vergognare di noi stessi.

Un evento naturale catastrofico come il terremoto, con le sue scosse distrugge vite e case: ecco, io vorrei che questa volta il sisma fosse riuscito a scuotere — se non le coscienze dei mafiosi e dei politici (illusione) — almeno quella di ognuno di noi, in modo da ricordarci di essere italiani — quegli stessi dello spirito di solidarietà dell’emergenza — quando andremo alla prossima riunione di condominio.

Annunci

3 pensieri su “Promemoria per la prossima riunione di condominio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...