L’estate (sportiva) sta finendo

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Un estate sportiva ricca di avvenimenti sportivi, cominciata con i campionati europei di calcio in Francia e culminata con le Olimpiadi di Rio.  Avvenimenti a proposito dei quali avevo espresso il primo pensiero nel post “La più bella sconfitta”.

OLIMPIADI

Le Olimpiadi sono una manifestazione che ogni quattro anni ci fa riscoprire vari sport, noti e meno noti; questi ultimi,  sono quelli che vivono di passione, sacrificio e impegno, anche senza tutti quei denari che girano da altre parti. Tra di essi se ne scoprono di adatti a qualsiasi tipo di fisico: giganti, gnomi, magri e ciccioni.

Ci sono state perfino le donne col velo in testa e le tute, per le quali mi devo personalmente turare il naso, perchè non riesco proprio a considerarlo un aspetto culturale, ma solo un segno di discriminazione; analogamente non accettabile, era il fatto che prima di modificare il regolamento il bikini fosse obbligatorio!

A conferma della differente interpretazione di valori fondamentali, Islam El Shehabi e Joud Fahmi, la conferma me l’hanno data due giovani atleti della meglio gioventù araba: il primo non stringe la mano all’avversario israeliano e l’altra si ritira per non incontrare l’atleta israeliana. Due che non meritavano di partecipare, dopati di odio e che per coerenza avrebbero dovuto stare a casa con le rispettive federazioni olimpiche.

A proposito di doping, mi ha colpito anche il caso del marciatore Alex Schwazer e la sua richiesta di riammissione alle olimpiadi. Quello che hanno fatto lui e la sua ex (la pattinatrice Carolina Kostner, che lo ha coperto) a mio avviso è imperdonabile e quindi, indipendentemente da tutto, ritengo giusto che non lo abbiano riammesso. Detesto l’uso del doping perchè così facendo si tradiscono milioni di persone e io non voglio dubbi sotto la bandiera tricolore.

Sono stato, poi, contento per la medaglia d’oro del Brasile nel calcio, nonostante siano notoriamente nostri acerrimi nemici in questo sport. Contentezza che fa coppia con quella per i portoghesi all’Europeo. Nel primo caso c’era da vendicare il sette a uno del mondiale, che una squadra forte e prestigiosa come la Germania, a mio avviso non dovrebbe dovuto infliggere; ma i tedeschi non capiranno mai la differenza tra il rispetto di una regola, sportiva, in questo caso, e la sua interpretazione col buon senso quando diventa umiliazione: qualità nella quale noi italiani eccelliamo, fino all’eccesso, ahimè. Accomuno la sincera esultanza di Cristiano Ronaldo con quella di Neimar, i campioni milionari di Real e Barcellona, che regalano la vittoria al proprio paese condividendo le stesse lacrime con i tifosi. Anche se qualcuno storcerà il naso, mi concedo questa presunzione: certe emozioni bisogna averle provate per capire che non hanno prezzo, ma solo amore, cuore e senso di appartenenza, e non vado oltre per non scomodare il De Amicis.

Peccato: nel volley ci è mancato qualcosa, peró è stata la migliore espressione di quello che possiamo dare noi italiani quando sappiamo essere squadra, un po’ come l’Italia di Conte.  Un argento che completa un medagliere di tutto rispetto per un paese così piccolo come il nostro, che sarebbe stato eccezionale se la federazione di atletica non si fosse presentata così in disarmo: un allarme per la candidatura di Roma.

CALCIOMERCATO

Poi c’è stato il tormentone del calciomercato, con la Juventus diventata ancora più antipatica. C’è chi non vuole più disputare il campionato italiano. Mentre Andrea Agnelli prosegue nella costruzione di una società calcistica moderna, competitiva e attenta ai bilanci, gli italiani se ne dolgono invece di trarne esempio. Causa della polemica il trasferimento di Gonzalo Higuain, dal Napoli alla Juventus, dove il Sig. De Laurentis ha dato la peggiore immagine possibile di un certo malcostume tipico della penisola. Mi chiedo se egli stesso creda alla favola dell’attaccamento alla maglia di uno sportivo professionista. Mi stupisce che un imprenditore della sua caratura possa avere detto una tale stupidaggine. Nel mondo del lavoro, in generale, contano: gli obiettivi, i risultati e i soldi. È evidente che ad aver disatteso le aspettative sia stato proprio De Laurentiis e non Higuain, perché il Napoli non ha vinto nulla. Quindi per salvare la propria faccia, il Presidente, ha mentito ai tifosi, che di questo passo non matureranno mai ed ha ancora una volta ha alimentato quella cultura del vittimismo troppo spesso utilizzata al sud per giustificare la qualsiasi. Ci vanno anni di battaglie (sportive) combattute assieme per parlare di attaccamento alla maglia, non retorica propagandistica.

INTER E MILAN

Le squadre di calcio di Inter e Milan rappresentano una parte della storia e della cultura  della città di Milano, come le torinesi, le romane, le genovesi, il Napoli e tante altre. I cinesi se le sono comprate: con il loro materialismo culturale, che fa impallidire il capitalismo occidentale, facendo sbiadire i cuori rossonero e neroazzurro. Possibile, che la capitale italiana della finanza non abbia voluto o potuto investire su due brand di tale potenzialità? Insomma mi suona un po’ come la vendita della Fontana di Trevi fatta da Totò, solo che questa non è una truffa, ma una vera brutta storia. Già, chi l’averebbe detto che avrei rimpianto il Berlusconi mecenate del calcio e gli scudetti di cartone?

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