“Faites vois jeux, madames”

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L’estate è la stagione nella quale ci scopriamo, mettendo a nudo – chi più chi meno – le nostre vergogne. Che poi, ci sono vergogne gradevoli e vergogne rivoltanti per le quali un po’ di buon gusto non guasterebbe, senza per questo sentirsi offesi. Esiste tuttavia un altro aspetto che esprime la gradevolezza di una persona, fino a renderla attraente, a prescindere dalle gradevolezze o meno di cui sopra. Il fascino, quella cosa indefinibile costituita da tutto ciò che non è apparenza fisica. Perché il fascino è dato, in primo luogo da quello che si dice e come lo si dice. In secondo, da un certo portamento, da un certo modo di vestire (e truccarsi o meno per la donna) che rendono unica la persona. Ognuno può avere il suo:  a volte una persona ci resta indifferente fino all’attimo, prima di conoscerla e di incontrare il suo sguardo. Spesso nei discorsi fra maschi, i più si vergognano ad ammettere di essere attratti da una col sederone e magari qualche rotolo, ma con un sorriso, una voce e una vitalità intellettuale capaci di scatenare la più vigorosa delle erezioni. Scandalizzati? Liberi di esserlo. Ma ricordatevi: il piacere, sia fisico, che dell’animo, parte dal cervello, anche quando siete con le strafighe, le quali, non avendo dovuto battagliare nella lotta per la selezione, su questo terreno son sempre debolucce. E, quando non lo sono, devono lottare per non essere fraintese. Spesso le conversazioni fra uomini celebrano le bellezze esoteriche ed inarrivabili, nemmeno io mi sottraggo a questo gioco, ma poi vado al rilancio, dicendo che alla fine – a ben pensarci – dovessi giocare a “metti una una sera a cena”, lo farei con una donna intelligente e fascinosa. E dico cena perché è un rituale di convivialità, dove la complicità è più facile a venire e può portarti ovunque.

Di donne simili potrei portare vari esempi tra quelle che conosco, ma credo sarebbe inopportuno, meglio invece giocare ad immaginare di portare a cena una donna nota al pubblico, tra quelle sicuramente meno gettonate nei bar di provincia. E non vi parlerò di pivelle, ma di donne, non perché sono vecchio, ma perché il fascino ha un altra prerogativa: aumenta con il tempo.

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Prendi ad esempio Camila Raznovich: così disinvolta e naturale nel parlare di argomenti piccanti, che da altre sarebbero stati trattati con malizia e risolini, tanto da farmi morire dalla voglia di conoscerla; una con la quale giocare a viso aperto, come fanno tra loro solo le persone di livello. Sarebbe una bella sfida con me stesso.

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Un altra serata la spenderei con Vanessa Incontrada: è spontanea, simpatica, dall’allegria contagiosa, dotata di una sensualità naturale e non artefatta, mai fuori luogo e irresistibile.

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Un esempio davvero calzante è certamente Paola Cortellesi: preparata, arguta e a cena chissà quante risate; inoltre, a mio avviso, fuori dalla scena sarebbe capace di sorprendere, sfoderando molta dolcezza e sensibilità.

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Victoria Cabello è vulcanica, forse lunatica: da l’impressione di appartenere ad un ambiente molto distante da quello comune ed anche per questo il confronto sarebbe interessante e stuzzicante. Potrebbe essere questione di una sera, prima  che mi metta una croce sopra. Come diceva De Cubertin: l’importante è partecipare.

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Giorgia è una grande personalità canora: di lei mi è piaciuta l’evoluzione nei video musicali e quell’immagine sofisticata, che bene si abbinava al suono. Quanto mi piace questo contrasto con la Giorgia delle interviste, sobria, perché adoro la capacità di scindere  le cose, senza prendersi troppo sul serio,  sfoderando le qualità al momento opportuno, magari proprio dopo cena.

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Daria Bignardi è intellettualmente difficile da avvicinare, pare davvero inavvicinabile e, non bastasse, ha anche una carica importante; ma io me la immagino come nelle interviste che faceva alle “Invasioni”, parlando di serio e faceto con grande abilità. Chissà, dopo avermi rivoltato come un calzino, cosa deciderebbe di fare.

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Potrei proseguire con Geppi Cucciari, anche se da quando ha fatto uso del bifidus ha un po’ tradito la categoria: ma che ci mettono dentro al bifidus? Dobbiamo aspettarci anche la “mutazione” di Debora Villa? Oppure Margherita Buy: e se poi fosse come le donne che interpreta? Correrei il rischio di finire dritto in terapia. E per finire, tanta curiositá e incoscienza per una cena con Arisa: il brivido del  rischio.

Va bene, adesso basta, “il gioco” degli esempi maschili lo lascio alle esperte del settore, per non espormi; e poi, non sarebbe elegante parlare di se stessi e scadere nel più classico dei conflitti d’interesse. Comunque se volete “faites  vois jeux, madames”.

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25 pensieri su ““Faites vois jeux, madames”

  1. Eccomi qui 😀
    Tralasciando Robin Williams, non tanto perché è morto quanto perché per me è fuori gara, avendo il fascino inarrivabile di un uomo sensibilissimo, empatico, virile, di un’intelligenza fuori dalla norma e capace di farmi ridere come nessun altro, ci provo: Diciamo che comunque mi piacciono gli uomini che non si prendono troppo sul serio ma al tempo stesso sono ben consapevoli di chi sono. Mi viene in mente Ben Stiller perché ho visto di recente una sua intervista, Un altro che è invecchiato davvero molto bene è Terence Hill. In generale hai ragione, ho notato che invecchiano decisamente meglio gli uomini il cui fascino è non solo e non tanto fisico (per quanto, considero Terence Hill uno degli uomini più belli che siano mai stati creati, ma questo non guasta), ma risiede nell’ironia, nella luce dello sguardo, in una consapevolezza delle cose che diventa profondità senza perdere in leggerezza. Un altro che mi interessa molto ma per un tipo diverso di fascino è Johnny Depp.
    Sicuramente ne ho trascurato qualcuno, ma direi che “i migliori” ci sono tutti 😀

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  2. Johnny Depp per il suo fascino, il suo essere “molto” particolare lo sceglierei per una semplice serata di degustazione di un buon bianco, magari Inzolia, vino fresco e alcolico! Scatterei volentieri qualche foto a Mel Gibson e una serata elegante la passerei con Robert Redford o Robert De Niro, mentre per una serata allegramente culturale senza dubbi sceglierei Enrico Brignano! Unico contrattempo…loro non accetterebbero mai!
    Simpaticissimo post, grazie! Buon ferragosto,65Luna

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  3. Secondo me hai dato la mazzata finale alle donne che ti seguono.
    Prima hai detto che preferisci le donne semplici, magari un pochino bruttine, poi hai portato come esempio delle donne della TV… e sappiamo bene che le peggiori della TV (almeno come appaiono) sono comunque le migliori della vita di tutti i giorni.
    A parte quella che fa “patty in camera cafè”, io farei i salti così se quelle me le trovassi nel letto! (Anche tutte insieme).

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