La spillatrice

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Dopo un ora di riunione, stavamo per completare l’agenda del workshop organizzato al club, prima del periodo estivo. Teo, che era stato distratto per tutto il tempo, quasi assente, se ne esce con la proposta di un argomento desueto per il club: “La spillatura”.

Ai soci fondatori non si può negare il diritto di un intervento al workshop e del resto, pensammo, in chiusura parlare di birra poteva essere un buon motivo per alleggerire l’atmosfera. Se poi la presentazione fosse stata accompagnata da qualche buon boccale con stuzzichini, sarebbe stato ancora meglio. Senza approfondire più di tanto, dato che eravamo in procinto di andarcene, gli accordammo fiducia cieca, senza pensare alle possibili conseguenze delle nostre azioni.

Dopodiché ce ne andammo. Il giorno stabilito Teo salì puntualmente sul palco, collegò il proiettore al PC, si schiarì la voce ed iniziò a presentare il suo lavoro ad un uditorio ormai stanco. Il tono era quello monotono dei sermoni, già mal tollerato alla macchinetta del caffè, sicuramente inopportuno in quel momento davanti alla spossata platea del club.

“Uno dei problemi maggiori di questi ultimi anni è la diminuzione della natalità nel nostro paese. Quello che accade oggi è una cosa che viene da lontano, quando sul finire degli anni ’60 si è andato esaurendo l’effetto del boom economico. Il cambio del costume dopo il ’68 ha inoltre diffuso un avversione verso il matrimonio e la figliazione, perché associava questo aspetto sociale all’imposizione da parte della chiesa ed al conformismo della società.”

Figuriamoci la noia del pubblico: qualcuno abbassò le palpebre e ci mancò poco che cominciasse a russare, altri presero a scivolare sulle sedie, mentre noi del direttorio ci guardavamo con sguardo interrogativo. Quello che stava raccontando nulla aveva a che vedere con il procedimento per fare la birra.

“Successivamente, la crisi economica degli anni ’70 ha generato incertezza nelle giovani generazioni, inducendole a pianificare un figlio solo quando gli si potesse garantire un futuro dignitoso.”

Altri si erano già alzati ed erano andati nel corridoio, simulando a gesti inoculazioni di sostanze proibite tramite siringhe o martellate sui testicoli già frantumati. Purtroppo anche lì continuavano ad essere inesorabilmente raggiunti dalla tediante litania di Teo.

“Dalla troppa precauzione si è poi passati alla troppa scelleratezza ed i figli sono diventati un fastidio alla vita dell’individuo. Il matrimonio stesso, ha perso il valore tradizionale ed è diventato un impegno troppo vincolante dal quale stare alla larga.”

Teo che parla di matrimonio? Di figli? Cominciammo e pensare che qualcuno avrebbe dovuto fermarlo. Qualcuno voleva chiamare addirittura il 118. E fu in quel momento che la sua voce cambiò e il timbro rinvigorito attirò l’attenzione della platea, facendo sbarrare gli occhi a chi dormiva e imponendo il silenzio alla macchinetta del caffè, come quando il Grande Fratello di Orwell 1984 si rivolgeva alle masse parlando attraverso i teleschermi.

“E’, quindi, in questo contesto storico, che lo stress ed il logorio della vita moderna si sono impadroniti delle coppie. Sempre di corsa, sempre al lavoro (se ce l’hanno) per riuscire a tirare avanti, pregiudicando l’armonia e l’esuberanza sessuale che fecero figliare come conigli i nostri avi!”

L’ultima frase scosse il torpore diffuso. Essendosene accorto, Teo interruppe il discorso e rivolgendosi al pubblico chiese: “Vi sto annoiando?” In sala ci fu un brusio di risolini misto a qualche fischio isolato, poi Teo riprese il filo in modo deciso.

“E’ stato durante questo tipo di studi che ho scoperto una nuova tipologia di donna. Una scoperta della portata di quella dello scheletro dell’australopiteco Lucy. Una donna senza patologie, perfettamente sana nell’apparato riproduttivo, ma semplicemente vittima di una società nevrotica, che la condiziona al punto da non farla restare incinta. Stiamo parlando del caso in cui anche il suo uomo è esente da patologie dell’apparato riproduttivo. Insomma, una coppia normale, che dal momento in cui pianifica un figlio, iniziando un percorso di tentativi fatto di tecniche e riti – tra i più fantasiosi – atti a finalizzare l’amplesso, con l’unico scopo della riproduzione, si trasforma di fatto, in una coppia di attaccanti, con la sindrome del gol.”

Calò il silenzio, in diversi si riconobbero in quel dramma sociale e, come ipnotizzati, cominciarono a pendere dalle labbra del loro santone.

“A quel punto lei è ormai la vaga copia della vogliosa e fantasiosa fidanzatina che avevate conosciuto. L’esatto contrario della mogliettina fredda come un ghiacciolo che vi siete ritrovati una volta scesi dall’altare. Si è trasformata nel Sergente Maggiore Hartman di Full Metal Jacket, che vi da della checca se non cercate di scoparvela ogni giorno, poi ogni dodici ore, fino ad ogni occasione che non sia l’ora dei pasti, per copularla e fecondarla. E voi cercherete di starle dietro per accontentarla e per onorare la vostra virilità, ma sarete destinati a soccombere, come un bidone di birra svuotato, di fronte al moderno esemplare di donna che ho scoperto: la Femina Spillatrix.” Disse, visualizzando l’immagine dell’indomita femmina,  da lui scoperta nell’atto di estrarre l’ultima goccia dal fusto esausto.

La  platea,  ne sottolineò l’apparizione con un coro di “Ohooo!”, mentre una fila di Homo Esausto – commossi – si accalcava per stringergli la mano, nel tripudio generale raccolto ancora una volta da Teo.

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14 pensieri su “La spillatrice

  1. Che tristezza queste cose. Come si fa ad avere un orgasmo in quel modo? Personalmente non riuscirei.
    Io mi farei una pippa guardando un pornazzo di quelli tosti e poi spruzzerei il risultato nella vagina di lei usando una siringa.
    Io conoscevo una coppia in cui lei aveva quella macchinetta per vedere il periodo più fertile e… quando era il momento richiamava il marito (anche dal lavoro), che doveva darci dentro a qualunque costo.
    Sembra una roba da sitcom comica, ma è pura realtà.
    Non che il procedimento per la fecondazione assistita sia più romantico… ma almeno lui si fa una pippa in santa pace.

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      1. Guarda…. noi non abbiamo avuto figli e fortunatamente l’abbiamo presa bene (io in particolar modo: ne sono felicissimo), ma per un periodo ci siamo interessati all’argomento.
        Beh: esiste un forum chiamato cercounbimbo.net e si possono leggere cose allucinanti, riguardanti la fecondazione assistita. Mi viene da dire che nel medio-evo le torture venivano imposte; oggi ci sono coppie che si torturano volontariamente.

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      2. Penso che bisognerebbe tornare ad imparare che della vita bisogna accettare quello che a volte ci offre. L’accanimento nel volere un figlio in questi casi si trasforma in egoismo. Implicitamente, così, ti ho fatto capire che sono contrario ai bimbi per le coppie gay, che tra l’altro implicano pratiche eticamente inaccettabili.

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