Riso amaro

soliti idioti

Non avrei mai voluto dover commentare un fatto come quello del ragazzo nigeriano che è stato ammazzato  a Fermo nelle Marche, nel tentativo di difendere la moglie. L’episodio si qualifica da solo, ma mi fa dire che esistono due categorie di italiani. No, non sono i soliti politici; di quelli non necessita ribadire l’opportunismo, l’egoismo e l’inettitudine (nel migliore dei casi), bensì gli italiani che non si interessano di politica, che non votano o non hanno mai votato, permettendo ai suddetti di fare i loro comodi o le scelte sbagliate, spesso gli stessi che addossano la responsabilità dello stato in cui versa il nostro paese, agli stranieri ed immigrati. Con questi ultimi io non sono tenero, perché la maggior parte di loro – e non sto dicendo solo quelli cattivi, ma generalizzo volutamente – non hanno il benché minimo concetto di come ci si deve comportare all’estero. Tuttavia, detto questo, credo che noi e le nostre istituzioni si abbia il dovere di insegnar loro, con tutti i mezzi legali, come ci si deve comportare. Ma, ahimè, nemmeno noi italiani sappiamo più farlo, ed ecco così il risultato nelle cronache quotidiane. Da un lato ci sono quegli italiani – generalmente più acculturati – che difendono i migranti a prescindere, senza preoccuparsi di fare distinzioni e di fargli rispettare le regole; dall’altro ci sono quelli che ne fanno una questione di razza – generalmente più ignoranti – che invece non partecipano alla vita politica e sociale, se non per sfruttarne i favori, interessati solo al proprio vantaggio o interesse personale; quelli che finché vedevano garantiti i propri privilegi dall’assistenzialismo o dai margini di guadagno senza pagare le tasse, andava bene così.

Questa situazione mi ricorda quella storiella del tizio che tutte le mattine entra in un bar affollato di gente e grida, agitando la mano e spaventando i presenti per attirare l’attenzione: “Tutti i coglioni si mettano dalla parte destra e tutte le teste di cazzo si mettano dalla parte sinistra!” Il titolare del locale annuisce per paura che la situazione degeneri e tutti obbediscono disponendosi – casualmente – da un lato e dall’altro. Dopo di che, con espressione soddisfatta il tizio se ne va. La mattina successiva la scena si ripete: “Tutti i coglioni si mettano dalla parte destra e tutte le teste di cazzo si mettano dalla parte sinistra!” Intima ancora il tizio e di nuovo tutti si schierano. Analogamente, lui si dilegua appagato. Così la storia si replica per un po’ di mattine, lasciando nel locale stupore e curiosità, finché un giorno, uno degli avventori con maggiore orgoglio, decide di reagire. “Tutti i coglioni si mettano dalla parte destra e tutte le teste di cazzo si mettano dalla parte sinistra!” Pronuncia al solito il tizio appena entrato, ma subito il coraggioso avventore replica: “Io non sono un coglione!” “Allora schierati con le teste di cazzo!” Eh, eh, riso amaro, è la citazione verbale che mi viene, per quella che in sintesi pare la perfetta fotografia del popolo italiano, al quale – in verità – molto di più si addice quella de “I soliti idioti” (*).

(*) Ovviamente mi son permesso di giocare con le parole, utilizzando la simpatia (a volte un po’ volgare, come me) degli attori Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio.

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10 pensieri su “Riso amaro

  1. La distinzione in acculturati e ignoranti non mi convince, viene cavalcata da quelli che della solidarietà ne hanno fatto un business. C’è una vasta parte di italiani che si bea della pretesa d’essere antropologicamente superiore (cit) e che è facile preda di una certa propaganda. Spesso le argomentazioni degli acculturati non sono altro che vuoti slogan dettati dai signori che fanno affari con l’arrivo dei migranti. Ovviamente ogni voce critica riceve il marchio del razzismo, per esempio se io dicessi: se quello che viene stanziato per ogni migrante gli fosse dato in mano avrebbe lo stipendio e potrebbe vivere più dignitosamente di come lo fanno vivere i veri negrieri (preti e cooperative varie) sarei un razzista, quindi ben venga Buzzi.

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    1. Più sul che cosa c’è dietro, ho puntato il dito sul risultato e sottolineare che, secondo me, le due apparenti fazioni sono le due facce della stessa medaglie. La tua analisi va più nel dettaglio e si pone giustamente delle domande.

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  2. Gli italiani sono ancora arretrati per accettare una società multietnica.
    Non so se sia solo ignoranza (lo è nella maggior parte dei casi, ma non solo), o anche paura.
    Io in effetti non amo che la nostra identità nazionale (culturale, linguistica, religiosa) possa venire offuscata, ma quelli che la offuscano non sono i migranti, ma molto spesso i nostri governanti della UE.

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    1. …e lo fanno mettendosi in bocca il significato fuorviato di integrazione, perché alla lunga fanno l’interesse di chi gestisce il traffico di uomini, come dice nel suo commento “dmitri”. Nel fare questo umiliano la nostra identità e ci fanno perdere quanto acquisito in termini di civiltà.

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  3. Come in famiglia l’esempio ‘dovrebbe’ partire dall’alto.
    Vi ricordo che non pochi Governi fa l’Onorevole (scrivo per esteso!) diede dell’ orango a Cecile Kyenge ministra del suo Governo. Poi disse che era un epiteto scherzoso!!! creando un pericolosissimo antefatto.
    E potremmo rivisitare molti eventi vergognosi che hanno sdoganato il peggio da chi era gia di suo debole e suggestionabile.
    Ti ringrazio della tua gentile attenzione e ti auguro un periodo di vacanze, spero.
    sheràbientot

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