La ragione è dei gamberi

Se proviamo ad estraniarci dal nostro essere e ad osservare la vita da una posizione neutra, sia quella personale, che quella in svolgimento attorno a noi – ponendo come assunzione la buona fede – ci accorgeremo che esistono diverse ragioni, diverse verità e perfino diverse giustizie.

Le discussioni politiche alla Peppone e Don Camillo, che forse non si fanno nemmeno più nei bar, sono uno dei tanti possibili esempi; oppure pensiamo a certe firme del giornalismo come Montanelli, Biagi, Fallaci (solo per fare degli esempi del passato), le quali non sono certo omologabili al medesimo pensiero, ma tutte legittimamente depositarie di autorevoli verità, tanto che ognuna ci ha lasciato qualcosa di buono su cui riflettere per crearci un opinione. Anche l’ambito professionale non si sottrae a questo. Lì, è il gioco delle parti che porta allo scontro delle ragioni, ognuno con la propria verità, al servizio di una più alta strategia di parte, che costringe il singolo a scontrarsi con altri come lui, in una guerra per gli interessi di chi sta in alto. Un gioco sporco, che amareggia, ma può insegnare a capire le ragioni degli altri e poi, magari, a usare la diplomazia per cercare di “salvarsi” la pelle. Cambiamo scenario: prendiamo un area barbeque in mezzo alla natura e mettiamo a contatto due gruppi. Uno che canta e gioca,  per cui aggregarsi al divertimento è segno di apertura: l’altro che fa attenzione a non sconfinare dalla propria area e a non alzare la voce (e se proprio è necessario, lo fa dicendo “scusi” o chiedendo “per favore”) nel segno della quiete e dell’ordine. Fatalmente i primi considereranno gli ordinati dirimpettai, dei presuntuosi; viceversa i secondi giudicheranno gli estroversi vicini dei cafoni invadenti. In fine, in virtù delle proprie ragioni e verità, entrambe si daranno dei maleducati. Purtroppo nemmeno l’ambito dei legami personali si sottrae alla contesa delle ragioni. Ad esempio, non possiamo certo dimenticare le cose che facevamo da ragazzini: noi stessi oggi proibiremmo di farle ai nostri figli, negando a noi stessi, che se i giovani non esplorassero le loro verità, facendo valere le proprie ragioni, non crescerebbero mai. Ma è soprattutto nella coppia, che sull’argomento si arriva ai limiti della distorsione della realtà: quella cosa per la quale lui ritiene di essere bravo perché non chiede le informazioni stradali e lei ritiene di essere altruista nel chiederle al suo posto. Risultato: lui si arrabbia perché pensa che lei lo consideri un cretino, lei si arrabbia perché lui non la considera affatto.

Meccanismi mentali, che fanno distorcere anche l’interpretazione del credo religioso o l’applicazione della legge. Dinamiche, più in generale, derivanti dalla condizione sociale e dalla cultura dove si cresce e si è stati educati; influenzate dal carattere, dai sentimenti e dal genere cui apparteniamo, non necessariamente limitato a maschio o femmina. Il tutto a comporre un insieme di esperienze, responsabili dei disequilibri del mondo e dei rapporti umani, anche più intimi, ai quali – probabilmente – non è possibile porre rimedio, se non (forse) imparando a fare un passo indietro, come i gamberi. Dal canto mio, vi confesserò: è dai tempi di certe letture filosofiche giovanili che questi quesiti mi assillano; per l’esattezza avevo otto anni e leggevo “I pensieri di Pippo” dove lui poneva un – ancora oggi – irrisolto dubbio: “Strano come una discesa vista dal basso somigli tanto ad una salita!” Come dargli torto.

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3 pensieri su “La ragione è dei gamberi

  1. Lo fa, lo fa davvero, maledizione! Tra le mansioni che ricopro al lavoro c’è quella di andare a fare consegne, sono anni, l’avrò imparata qualche strada? Ma lei no, non si fida dello scemo, no, lei accende il navigatore trattandomi come un cretino e la cosa che più di tutto mi fa incazzare è… che ha ragione.

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  2. La Unica e Vera Verità esiste solo per le religioni… e già il fatto che ci siano più religioni dovrebbe farci riflettere su quanto sia univoca la loro verità.
    Questo è un tema su cui da secoli si arrovellano i più grandi filosofi, da Socrate a Pippo.

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