A pensar male…

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Ormai stiamo diventando logorroici. Anch’io. Però non posso esimermi dallo spendere ancora due parole sul tema che ultimamente contrappone, come fossero Guelfi e Ghibellini, le fazioni aventi diversi orientamenti sessuali e i loro relativi simpatizzanti. Non intendo parlare dei tecnicismi delle leggi al vaglio del parlamento, certamente necessarie per adeguarsi alle necessità di una società che è cambiata. Parlerò invece del clima che si è creato nell’opinione pubblica, tra le persone comuni, dove si è creata un atmosfera discriminatoria, volta ad emarginare quelli come me, che agli occhi della fazione opposta appaiono come etero conservatori, se non addirittura reazionari. Ormai siamo arrivati al punto di doverci vergognare della nostra opinione e di sentirci imbarazzati ad esprimerla: la cosa non mi piace per niente e credo che dovremmo iniziare a difenderla in modo più energico. Certo, annoveriamo nei ranghi omofobi, razzisti, fanatici e bigotti, che non aiutano certo al confronto costruttivo con l’altra fazione, ma nemmeno dall’altra sponda stanno bene, causa settarismi di vario genere, davvero insopportabili. C’è troppo schiamazzo attorno a questo argomento: è il classico caso in cui “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina” (cit.). Esistono tante discriminazioni, ma non mi pare che siano in atto delle persecuzioni tipo inquisizione nei confronti degli omosessuali, anzi, il costume è cambiato da tempo e continua a cambiare, in favore della non discriminazione dell’orientamento sessuale di una persona. Si ami chi vuole, con chi vuole. Invece, a dispetto di ciò, tra le tante ingiustizie della società e del mondo, ‘sta questione ha assunto una posizione di priorità assoluta. Possibile? C’è da chiedersi. Per rispondere, io ho individuato almeno due ragioni, diverse dall’ormai nota teoria della cortina fumogena creata per distrarre l’opinione pubblica.

Una è che l’omosessualità si è diffusa in ambienti culturali e di potere, motivo per il quale ciò di cui prima non fregava niente a nessuno, deve adesso essere la norma (e uso questo termine volutamente, perché per me le parole normalità e diversità hanno ancora un senso, essendo meritevoli di rispetto e senza necessità di essere rinnegate). Attirata così l’attenzione mediatica globale e fatto avvolgere l’argomento da una cultura vagamente snob, sono stati poi creati i presupposti per fare sentire a disagio chi non la pensa così, in modo da fargli abbracciare la lotta per tale causa e farlo diventare un voto appetibile. L’altra ragione invece è legata a certi interessi della ricerca e della medicina che non vogliono avere le mani legate e potrebbero trarre vantaggio dal portarci verso un mondo senza regole, dove sia normale manipolare e mercificare  la natura tramite gli uteri in affitto (fenomeno che riguarda anche e soprattutto gli etero). Cosa che mi vede assolutamente schierato contro. A proposito del tema mi sono già espresso in passato, dicendo che non si può generalizzare e mettere sul piatto dei diritti anche l’aspetto della genitorialità, tramite decisioni che coinvolgono l’intera società (non solo la scelta di un singolo o di una coppia) e il suo futuro. Questo genere di temi, secondo me, non può essere liquidato da una scelta politica o – peggio ancora – emotiva, perché il farlo implica risvolti etici, psicologici e medici, che riguardano davvero tutti.

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12 pensieri su “A pensar male…

    1. Spero si capisca che non sono contro il riconoscimento di determinati diritti; le ipotesi che faccio magari sono campate in aria, lo scopo principale è stato quello di descrivere una sensazione da uomo e cittadino comune, a fronte di ciò che sento e vedo.

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  1. Giusto ieri pomeriggio leggevo la notizia della nascita del figlio di Tyra Banks (famosa modella) tramite madre surrogata.
    Posso dire? Abominevole.
    Ma abominevole che una donna possa prestarsi a generare un bambino cjhe poi non potrà allattare, baciare e veder crescere.

    Omosessualità: secondo me se ne parla fin troppo. Forse è come dici tu, ormai è diffusa nelle alte sfere, e stanno pensando di sdoganarla in ogni situaizone.
    Va a finire che sono gli etero a venire stigmatizzati.

    K!

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  2. sottoscrivo in toto il tuo pensiero,
    se me lo consenti esprimo due riflessioni:

    1) il mondo gay ha ormai monopolizzato (da anni) interi settori economici (vedi moda, estetica, ecc. ecc.), è ben piazzato nel mondo della politica, ha una quota altissima nell’universo della comunicazione, dal giornalismo al cinema, dalla tv alla pseudo cultura (molto opinabile). Ha rivendicato e ottenuto diritti di comodo che poco hanno da spartire con quelli sociali dovuti, spazi esclusivi, corsie preferenziali ma, soprattutto, il potere di discriminare gli etero. Ti faccio un esempio elementare che sintetizza il concetto, se una coppia gay viene respinta all’ingresso di un locale etero si scatena un putiferio mediatico pazzesco con tanto di accuse e bla bla bla. Se una coppia etero viene respinta all’ingresso di un locale gay… NON SUCCEDE ASSOLUTAMENTE NIENTE. Quelli che oggi pretendo di essere “uguali” sono gli stessi che fino a ieri si autodefinivano “DIVERSI”. Matrimoni e adozioni (stepchild adoption in Italiano significa “adozione del figliastro”, espressione non in linea col pensiero politically correct) mirano solo a prosaici vantaggi economici.

    2) tutto questo casino sulle unioni civili e sulle adozioni gay è fumo negli occhi, serve a distrarre il popolo da un subdolo provvedimento prossimo ad essere emanato, l’assalto alle pensioni di reversibilità. C’è una logica perversa, qualora passassero certi diritti ai gay, le pensioni di reversibilità aumenterebbero notevolmente, immagina una checca ottuagenaria che convola a nozze con un pivello di venti anni regalandogli un vitalizio assurdo a spese nostre. Ergo, per poter pagare le pensioni di reversibilità ai futuri gay vedovi, si tagliano quelle acquisite dagli etero, è il gioco delle tre carte.

    sulla questione ricerca medica… 4/5 anni addietro è trapelata una nota informativa dell’OMS in cui si comunicava un clamoroso dietro front, nuove ricerche hanno stabilito che l’omosessualità è di fatto una devianza, alias una patologia, questo repentino passo indietro non verrà MAI ufficializzato

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    1. Al punto due non hai ragione: di più! In parte toccavo l’argomento nel mio vecchio post che ho linkato. La tua intuizione sul fatto della reversibilità non l’avevo intuita ancora, ma è proprio vera; infatti ieri sera in un TG parlavano dell’analogo problema per quanto riguarda il fenomeno delle giovani badanti con lo stesso ottuagenario… si può dire che ce l’hanno (a noi etero) proprio messa in quel posto. Tuttavia la situazione reversibilità va rivista a fronte dei cambiamenti della società va ripensata con molta attenzione. Ho sentito parlare di legarla al ISEE… questo mi preoccupa perché quel maledetto documento penalizza o non aiuta per niente le classi medio basse – italiane, ne povere ne ricche – a favore di categorie sociali “border line”, ma qui entro in un vespaio…

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      1. quello che loro chiamano “ripensamento”, “modernizzazione” delle pensioni reversibili si traduce in solo termine” furto”, fidati che nel punto due c’è la verità vera. I gay in Italia sono milioni, tutti pronti a sposarsi, per pagare le loro pensioni penalizzano le classi medio basse degli etero. Quella dei gay è una vera e propria scalata al potere, l’obiettivo finale è creare una vera e propria casta, nemmeno lo negano.

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  3. Le tue riflessioni sono molto condivisibili in una logica di confronto d’opinioni. La divisione “Guelfi – Ghibellini” è il frutto dell’oscurantismo cultural-intellettuale da tempo in atto nel nostro Paese. Se ci fate caso, i temi più laceranti che affliggono la società sono stati spostati nell’ambito dei media, e in particolare della TV. Laddove si esibisce una folta schiera di guitti, parlamentari, opinionisti e giornalisti che non porta chiarezza bensì aggiunge confusione. Ciò che una volta era la mera trasposizione in forma compiuta di un tema oggi è strumentalizzazione becera e approfondita, volta a soffocare i processi ideativi. Non pensiamo più con la nostra testa. Pensiamo i pensieri degli altri. Perciò siamo inconsapevolmente costretti a stare dall’una o dall’altra parte.
    Riguardo al tema specifico. Non ho motivi per schierarmi. Sono legittime le rivendicazioni degli eterosessuali e lo sono anche quelle degli omosessuali, in una logica, e in un regime, ampiamente democratici. In USA le unioni civili e le adozioni da tempo sono regolate da leggi federali e da leggi statali. Il punto chiave sta nel fatto che la diffusione delle unioni civili non ha avuto alcun contraccolpo sulla famiglia classica, eterosessuale. Anzi, gli USA nel 2008 avevano un indice di natalità di circa 14 nati all’anno per 1000 abitanti quando in Italia già eravamo a 8 per mille. Che detto così sembra poco ma significa 3.5 milioni di nuovi nati in USA contro 450mila in Italia. Non so se riesco a rendere l’idea.
    Il che dimostra che gli USA hanno in parallelo un modello sociale che supporta la famiglia, classica e non. E l’infanzia è talmente tutelata che le autorità statali sottraggono i minori a coloro che non risultino degni di essere genitori amorevoli e responsabili, prendendosene immediata cura attraverso un sistema di affidamento e di controllo quasi poliziesco dello stesso. Ah certo, è vero che lì puoi divorziare facilmente ma prima devi passare l’esame di un counselor che si estrinseca anche in valutazioni psicologiche dei soggetti. È vero che puoi adottare bambini più velocemente ma prima devi passare un pesante iter di valutazione da parte di funzioni statali molto preparate in materia.
    Ma la situazione statunitense non è altro che uno degli esempi. Siamo rimasti splendidamente ultimi a giungere a regolare taluni diritti del singolo e delle coppie. E ancora ce ne sarebbero altri che non fregano a nessuno. Vedi la giustizia, dove l’imputato parte battuto perché non ha solo un PM a dimostrare la sua colpevolezza, bensì un intero collegio giudicante che lo esamina con la logica della presunzione di colpevolezza.
    In definitiva, ci stiamo schierando come se fossero le antiche competizioni del mondo dello spettacolo e dello sport: Coppi-Bartali, Juventus-Inter, Claudio Villa-Gianni Morandi, Mina-Milva, Baudo-Bongiorno etc etc
    Purtroppo il clamore suscitato serve solo ad allontanarci dai problemi più pesanti di questo Paese.
    Qual è la visione politica di questo Stato? Ovvero chi e cosa vogliamo essere nello scenario internazionale da oggi a 10 anni? Chi e cosa devono essere gli Italiani da oggi a 10 anni?
    Economia, lavoro, previdenza, sanità. Temi messi da parte perché soffocati dal dibattito parlamentare sulle unioni civili che è diventato scontro perfino all’interno della coalizione che lo ha promosso.
    Ciao, scusami per lo spazio rubato. Ma il tuo post è risultato molto stimolante oltre che interessante. 🙂

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    1. Noi italiani sappiamo essere grandi geni individuali ma incapaci dì avere una visione del bene comune fino a rinunciarvi pur di non condividerlo… Grazie, sono contento quando mi lasciate i commenti se no me la canto e me la suono da solo… 🙂

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      1. L’Italia è rimasta quella dei Comuni. Non una federazione, non un’unione bensì 8mila e passa piccole nazioni.
        È stato sempre il campanile, l’unico punto di riferimento e il massimo livello di patriottismo. E anche a livello comunale esistono divisioni incredibilmente profonde.
        Grazie a te. Ciao, Piero

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