Non demonizziamo il “Noi e Loro”

noieglialtri

Siamo tutti uomini, ma a seconda dei contesti nei quali nasciamo, dal punto di vista geografico, culturale o sociale, diventiamo diversi. Ritengo ciò un fatto naturale, da non demonizzare, a causa del quale le relazioni umane sono sempre condizionate dal dividersi in “noi” e “loro”, in “noi” e gli “altri”. Un semplice concetto, che porta alla mente situazioni, capitate nel piccolo a chiunque, catalogabili come atti di vera e propria discriminazione di una persona o di un gruppo. In casi estremi alla vessazione.

La teoria del “siamo tutti uguali” è (dovrebbe) essere un assioma per tutta l’umanità in termini di diritti, ma non può esserlo per gli aspetti culturali e storici, che caratterizzano una nazione, un popolo, una comunità. Così, sentirsi discriminati diventa un concetto diverso dall’esserlo, trasformandosi piuttosto in un atteggiamento di reazione generalizzato. Chi vive nei regimi totalitari o stati cronicamente corrotti, chi appartiene a comunità chiuse oppure a culture arretrate, è per forza sempre più povero e considera chiunque non sia parte del suo gruppo, uno di quelli responsabili della sua “esclusione”.

Ampliando lo spettro di analisi, tra le cose che differenziano i destini degli esseri umani, rispetto alle opportunità che ci vengono date o negate dal destino, c’è poi  da non sottovalutare l’attitudine e l’impegno dell’individuo nel cercarle e sfruttarle, che sono aspetti spesso latitanti. So, in questo modo, di consumare uno strappo, nel più classico dei “noi” e “voi”, affermando che integralista islamico (potrei dire anche camorrista o zingaro)  non è solo un etichetta, ma un modo di identificarsi in una cultura (sbagliato) e di affiliarsi ad una storia di appartenenza (settaria). Non voglio qui prescrivere una cura, anche se, tre mi paiono i piani per provare a fare qualcosa: educare per ottenere risultati nel lungo termine, adottare politiche economiche di inclusione nel medio termine e – necessariamente – reprimere e prevenire.

Il principio di difendere la propria identità deve andare d’accordo con il rispetto di quella degli altri, senza bisogno di fare come quei docenti idioti, che credono di farlo annullando la nostra, calpestando di fatto la pluralità. Non comprendono, questi, che il “noi” e il “loro – volente o nolente – ci distingue e che se non prendiamo le nostre contromisure, siamo destinati a soccombere. Credetemi, questo non è un concetto di negazione della convivenza pacifica, ma un ragionamento che, al contrario, presuppone il riconoscimento  dell’altro e il rispetto della diversità, come primo passo verso la pace.

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20 pensieri su “Non demonizziamo il “Noi e Loro”

    1. Premesso che non sono di chiesa, ritengo che in certe tradizioni stanno determinati valori e un senso di appartenenza, anche se non si è credenti. Qui le tradizioni sono queste. A casa loro ce ne saranno altre che sarebbe giusto conoscere e che magari potrebbero essere studiate e spiegate a tutti nella scuola stessa. scuola.

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      1. Certamente caro Papillon! Non sarebbe più semplice assieme ad un bel canto come “Astro del Ciel o Tu scendi dalle stelle”, far cantare anche a bambini di altri Paesi le loro canzoni natalizie? Oppure far esporre loro i loro oggetti e le loro tradizioni, assieme al nostro Presepio?? Ma dobbiamo essere cosi’ deficienti da spostare l’attenzione da un problema di portata mondiale come i fatti gravi accaduti il 13 Novembre, su una cosa scontata come fare o non fare il Presepio in una scuola ITALIANA??????? Non c’è limite all’imbecillità!! Segnalo a te e tutti i tuoi gentili lettori/ici, un mio importantissimo articolo (pubblicato poi sul Resto del Carlino,,,ndr) dal titolo” L’ITALAI SARà CANCELLATA DALLE CARTINE GEOGRAFICHE”. Lo trovate nella cat. “L’evento del giorno”! E non è che io sono Maga maghella e possiedo la sfera di cristallo, ma se andiamo avanti così credo che succederà ciò che ho predetto!

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    1. Chi sono quelli così sensibili da offendersi per un presepe? Ti do una mano, gli ebrei no, buddisti no, scintoisti nemmeno e così via fino a quelli così sensibili da farti venire il dubbio che siano intolleranti.
      Naturalmente, poi, ci sono gli adepti della religione del nulla, i profeti dell’asettico.

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      1. Non s se hai letto la risposta che mi è stata suggerita da una risposta di Fabiana. Sarebbe ghiotta l’occasione per far conoscere ai bambini le tradizioni reciproche, quindi trovare il modo di celebrare anche i momenti delle altre religioni.

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      2. Caro Dimitri, qua la conversazione assume toni diversi dal post impostato da Papillon! E’ un mondo difficilissimo oggi come oggi, ma cerchiamo di pensare che nulla è ancora perduto del tutto. certo, e ripeto di leggere il mio scritto che citavo, se andiamo avanti così siamo sulla buona strada! Evviva l’ Italia!! Evviva il mondo tutto! Quello buono ed educato però! Spero di leggerti ancora.

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  1. Rassegnatevi: siamo in guerra ed è una guerra già persa.
    Abbiamo perso la guerra…. abbiamo iniziato a perderla decenni fa, ai tempi delle prime immigrazioni. A quei tempi si doveva già fare qualcosa ,come fa il Canada (porto questo esempio per dimostrare che è fattibile) , e invece…………
    …..ora è tardi. Abbiamo perso.

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    1. La maggior parte delle persone di buon senso non ha nessuna voglia di innescare questo tipo di discussione. Ti viene voglia di mettere i puntini sulle i quando senti certe cose. Se fai un presepe a scuola non offendi proprio nessuno. Non so cosa facciano i musulmani ma se quando è il periodo del ramadan si spiegasse agli altri il significato e a rispettarlo forse saremmo tutti più contenti e più colti.

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      1. Ecco… poi però mi racconterai come dobbiamo comportarci (non in una storia di noi e loro ma in una storia di “concetti universali”) davanti a chi protesta con campagne pubblicitarie invasive il diritto a sposare e deflorare una bambina di 9 anni chiamando uno stupro “Cultura”. Io lì non dico “noi” O “voi”… ricordo solo che esiste una carta chiamata “Dichiarazione dei diritti del fanciullo”… che ci impegna tutti: dai sauditi e gli yemeniti agli eschimesi e ai cannibali del Congo! Noi e voi non va bene… ma questa non è la patente per dire che tutto è lecito! (è bene che anche noi di certa sinistra si cominci a dirlo)

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