Conferenza annuale del Club Papillon

conferenza

A: membrigranconsiglio@clubpapillon.com

Oggetto: bozza discorso conferenza annuale


Carissimi membri del Gran Consiglio,

nell’imminenza della conferenza annuale, ho preparato la mia consueta relazione da presentare ai soci del Club Papillon, perciò ve la propongo in anteprima, per analisi e suggerimenti.

Il vostro affezionato presidente, L. M. Papillon

Amici,

com’è consuetudine, anche quest’anno ho il piacere di illustrarvi i pregevoli risultati delle attività svolte ed alcune proposte innovative, che sono la base fondante del nostro club.

(N.d.A. L’oratore fa una breve pausa, per creare aspettativa)

Per prima cosa vi parlerò di una delle regole non scritte, che né il prete, né il sindaco vi dicono quando vi sposate e cioè, che la moglie ha sempre ragione.

(N.d.A. Si leva un brusio in sala)

Diciamo che le femmine manifestano, sin dalla più giovane età, questa turba psichica; ma è con il matrimonio che essa si conclama in tutta la sua veemenza. Non se ne parla, ma questo fa sì che la condizione di marito, talvolta di compagno, possa essere considerata una delle più subdole manifestazioni di violazione dei diritti dell’uomo. Non a caso, abbiamo scelto un immagine forte, come quella che vedete proiettata alle mie spalle, per rappresentare l’evento di quest’anno.

(N.d.A. L’oratore attende un attimo che la platea percepisca l’intensità dell’immagine e s’identifichi con essa)

Partendo da questo presupposto è quindi chiaro, che ciascun maschio adulto e accasato dovrà affrontare, nel corso della propria vita coniugale, una serie di situazioni, ai suoi occhi inspiegabili, per assecondare il comportamento della propria dolce metà.

Ad esempio, passeggiando per negozi in un centro commerciale o nelle vie dello shopping, dovrà fermarsi ovunque lei si fermi; all’opposto, se a sua volta proverà a sostare, non dico dentro, ma fuori da una rivendita di abbigliamento sportivo o di moto, lei lo ignorerà beatamente e andrà avanti indifferente. È comunque bene, per il marito, non farlo troppo spesso, perché più tardi, quando, com’è consuetudine, lui le chiederà gentilmente: “Ti serve l’auto domani?“, lei gli risponderà, acida come uno yogurt scaduto: “Che domande fai, dovresti già saperlo!” Ovviamente il poveretto, oltre a non ricordare nulla di tutto ciò, non capirà il motivo della sua arrabbiatura e, a una richiesta di spiegazioni, la replica sarà: “Ma certo non mi ascoltavi, oggi eri sempre fermo davanti alle vetrine che piacevano a te!” Carte, primiera e settebello. La scopa arriverà dopo, quando lui si ritaglierà il tempo per andare lì senza di lei e sarà accusato di escluderla e voler fare le cose da solo. D’altra parte, non solo dovrà fermarsi davanti al negozio che vuole lei, ma la aspetterà pazientemente mentre esaminerà tutti i capi, anche quelli che, potete scommetterci un milione, non comprerà mai.

(N.d.A. L’oratore lancia un occhiata ruffiana per chiamare l’applauso e, al tempo stesso, con un gesto della mano fa cenno di placarsi)

In questi casi, il consiglio che do a ciascuno di voi, è di assecondarla, pronunciando la seguente frase: “Scusa, amore, hai ragione, me ne ero completamente dimenticato!”, che non vi eviterà di essere apostrofato con: “E’ sempre così: sono stufa di dover pensare a tutto io!”, ma con l’indubbio vantaggio di chiudere la discussione ed evitare guai peggiori. A tutti quelli che al riguardo desiderano un approfondimento, propongo di frequentare il corso serale di “Pensiero femminile facile: ambiguità e soluzioni”. E’ il nostro gruppo di lavoro più seguito, che ciascuno di voi conosce e che anche quest’anno ha operato bene, per cui non mi dilungherò oltre.

(N.d.A. L’oratore beve un sorso d’acqua)

Riprendendo il discorso, una situazione analoga alla precedente si ha quando lei parla di continuo di cose delle quali non ve ne fotte una beata fava; i più bravi riusciranno ad ascoltare fingendo interesse e intercalando commenti appropriati. Voi invece vi sforzerete e dopo due ore spossanti, emetterete solo più una serie di lievi gemiti: “Mmh-mmh, mmh-mmh”. Ovviamente, prima del terzo “Mmh-mmh” sarete smascherati, perché lei, come una maestrina delle elementari, vi chiederà all’improvviso: “Che cosa ho detto?” Figura meschina e a letto senza cena. Viceversa, quando più tardi, guardando la televisione, commenterete la campagna acquisti della vostra squadra con le due innocenti parole “Bell’acquisto”, lei vi guarderà sdegnata, mettendovi il muso perché non la considerate e la obbligate ad ascoltare cose che non la interessano: “Insensibile!” dirà, con gli occhi lucidi.

(N.d.A. L’oratore fissa negli occhi qualche giovane membro, soggetto a queste vessazioni, per offrirgli con lo sguardo, il rassicurante supporto del club)

A chi si fosse trovato in una situazione del genere e desiderasse un aiuto, consiglio di seguire il gruppo di discussione “Pensiero femminile complesso: i misteri insoluti”; il gruppo ha portato enormi benefici a quanti hanno partecipato e quindi mi sembra doveroso riproporlo anche l’anno prossimo.

Analizziamo ora, un aspetto della psiche femminile molto particolare, degenerazione dei casi precedenti, ma anch’esso occultato nelle formule recitate da prete e sindaco, ossia il fatto che il marito sarà ritenuto responsabile di qualsiasi evento. Ripeto: qualsiasi evento. Quante volte, cari soci, un fatto imprevedibile come la rottura di uno scaldabagno o il guasto dell’auto in autostrada ha causato l’ira della vostra compagna? In virtù del fatto che lei ha sempre ragione, possono verificarsi due classiche situazioni.

“1a Situazione – Avresti dovuto saperlo”. È il caso di quella volta che l’avete portata in un centro benessere, dove credevate che l’avreste resa la donna più felice del mondo, e invece, poiché non ci eravate mai stati, avete scoperto con terrore che vi eravate fatti infinocchiare perché nel pacchetto mancavano le cose più belle e perciò avete sbagliato clamorosamente la valutazione.

Ora, se uno non conosce una cosa, è probabile che non sappia nemmeno cosa chiedere e dunque, avendo detto che per lui è la prima volta, dovrebbe essere l’impiegata al telefono a spiegargli come stanno le cose. Insomma vi siete andati a cacciare in una situazione che avreste potuto intuire solo con una laurea in cartomanzia avanzata. “Te l’avevo detto io!” vi rimbeccherà, con quel suo tono odioso. “Ma mi avevi detto cosa?!” penserete voi, ingoiando il boccone indigesto.

“2a Situazione – Dovevi impedirmi di farlo”. La circostanza non è stata certo migliore quando avete cercato di farle capire che non doveva fare una certa cosa o che avrebbe dovuto farla in modo diverso. Come, ad esempio, in occasione di quella gita quando avete provato a dirle che sarebbe stato meglio indossare una scarpa comoda e non lasciare la felpa a casa, perché ci sarebbe stato da camminare e l’aria di sera avrebbe potuto raffrescarsi. Ovviamente lei, eccitata com’era dalla visita a Milano, si era sentita figa, come una modella svedese, con gonna a tubino e sandalini col tacco e neanche si era accorta delle parole che avevate pronunciato. Risultato: gita ai luoghi d’interesse rovinata, perché – invece di ammettere che avevate ragione – vi accuserà di non essere stato capace di convincerla, impedendole in ogni modo di compiere l’errore. Certo… peccato che questa sia un’azione pericolosa come spegnere l’incendio di una cabina elettrica con l’acqua!

(N.d.A. Parte un applauso spontaneo e l’oratore fa un  altro gesto con la mano, mentre lancia uno sguardo di soddisfazione ai collaboratori più stretti)

Ebbene, amici miei, queste situazioni possono essere gestite in modo soddisfacente se si ha padronanza del linguaggio e forza di convincimento. Per questo ho il piacere di informarvi, che il club ha stipulato un accordo con un partner di fama internazionale, per accedere ai corsi di formazione dei più valenti venditori di aspirapolvere porta a porta: e avete capito di quale prestigioso brand sto parlando.

(N.d.A. La platea annuisce ammirata)

Prima di dare spazio ai dibattiti e alla festa celebrativa, un ringraziamento particolare, per tutto questo, va al mio più stretto collaboratore, Pepelion e a tutto il Gran Consiglio.

(N.d.A. L’oratore incalza, mentre parte lo scroscio dell’applauso, per lanciare il crescendo finale)

Quindi concludo, parafrasando l’eroe che ispira il nostro Club, Steve Mc Queen: “Malgrado tutto, siamo ancora vivi!

(N.d.A. L’oratore abbandona il pulpito senza indugi per prendersi la standing ovation e scendere tra i soci a stringere le mani elargendo sorrisi ruffiani e autocompiaciuti)


“con una dedica particolare al neo-affiliato Charlie Flicks” 

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15 pensieri su “Conferenza annuale del Club Papillon

  1. Tu non potrai vederlo, ma il giorno che sarai sdraiato sul letto, mani incrociate, piedi uniti e con il parroco impegnato nelle formalità di rito, lei sarà lì a recriminare che sei il solito egoista e che l’hai lasciata sola proprio oggi che…

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    1. Dici? Secondo me non tutte siete a livelli estremi, ma in linea di principio siete tutte così.
      idem per l’uomo: mica tutti se ne stanno sempre zitti a fare i cani bastonati, ma in generale la tendenza nella coppia è questa.
      Anzi, leggendo i post di Papillon (esagerati, ma veri) mi consolo vedendo che è una vitaccia un po’ per tutti… 😀 😀 😀 Andremo in paradiso!

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      1. “No caro amico, non sono d’accordo, tu parli da uomo ferito…” 😁😁😁 a parte gli scherzi, no, ti posso assicurare che conosco coppie in cui la situazione é ribaltata, magari sono eccezioni, ma esistono, fidati…certo l’ideale sarebbe avere equilibrio nella coppia, ma questa forse é la vera utopia 😁

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      2. Mmmmm….!
        Nello scrivere il mio commento ho riflettuto anch’io su quei casi di coppie in cui l’uomo è un maschilista pretenzioso mentre la donna è una docile cagnolina sottomessa (anch’io ne conosco).
        Tuttavia devo dire che ,anche in quelle coppie, la donna ha una particolare attitudine al lento logorìo: come l’acqua che goccia dopo goccia consuma anche la roccia più dura.
        Poi esistono anche i casi limite ma ,se escludiamo religioni particolari, si tratta di persone (sia lui che lei) che avrebbero bisogno di qualche seduta da un buon psicologo.

        Per quanto riguarda l’uomo ferito…. beh… sì, un po’…. diciamo che non me l’aspettavo: non ho avuto storie lunghe anni con le precedenti, quindi…. certi aspetti della donna li ho scoperti tardi.
        Poi sento l’amico, il collega, il blogger e…. mi torna in mentre quella vignetta di facebook in cui c’è scritto “non desiderare la donna d’altri: tanto rompe le palle come la tua”. 😀

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      3. mi correggo: si possono intravedere anche nelle prime settimane di un rapporto, ma l’uomo in quel periodo non vede niente.
        E’ come se…. lo sperma permettesse le connessioni neurali nel cervello dell’uomo e quindi ,nel periodo in cui è sempre a secco, non ha capacità logiche.

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