“Boccaccio 2015”

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Passata l’epoca dei matrimoni, che parenti e amici son già tutti sposati, se non si è frequentatori della chiesa, le occasioni per entrarci si diradano, salvo, purtroppo, per qualche funerale. Recentemente, invece, l’occasione è stata il battesimo del mio pargoletto, che si svolgeva contemporaneamente a quello di altri due bimbi. Tra i miei invitati c’erano i colleghi più fidati e tra loro non poteva mancare Teo; in pratica la delegazione del Club Papillon, tutta bella e schierata negli ultimi banchi, a coprirmi le spalle. All’indomani tutti puntualmente riuniti alla macchinetta del caffè, per la relazione sulla domenica battesimale. La funzione era stata sobria e i bimbi dei bellissimi protagonisti: ma non è su di loro che i membri del club avevano posato l’attenzione, perché appena cinque minuti dopo l’inizio della riunione, il fuoco si è spostato dai bimbi alle zie, generando diverse  considerazioni: non di ordine morale, questione che ognuno deve gestire secondo la propria indole, ma di tenore decisamente diverso, emerse nel momento più accalorato dell’incontro, ovvero, quando ha preso la parola Teo. Il nostro, prima ha descritto con dovizia ciò che aveva visto delle suddette zie (sia teen che milf n.d.r.): minigonne imbarazzanti, tacchi fino al 15, scollature e schiene scoperte da fare invidia ai migliori bordelli di Budapest.

“Vedete” ha poi attaccato al momento dell’arringa “In questo neo-umanesimo distorto, basato sul culto della vanità e che mette al centro l’immagine dell’uomo, invece che l’uomo stesso, c’è qualcosa che non va. La chiesa è un luogo di culto aperto a tutti e proprio per questo, “tutti” deve rispettare; anche quella minoranza che crede a delle regole diverse dalle nostre. Tuttavia, il punto che voglio dirvi non è nemmeno questo; è che così facendo si mostra proprio tutta la superficialità con la quale oggi si fanno le cose. E allora vi domando: è più conformista la vecchia bigotta, scandalizzata dalla giovane zia oppure chi mette il proprio (povero) ego narciso innanzi ad un gesto di valenza spirituale, quale un battesimo, perché così fan tutti? Dove il “così fan tutti” – manifesto del conformismo – è la migliore delle ipotesi… difficile rispondere, vero?” A quel punto gli sguardi del gruppo di lavoro si sono incrociati inebetiti, che, per qualcuno, il discorso era stato persino troppo complesso e gli occhi da triglia pensavano ancora alle carni in bella mostra. “Quindi, le attitudini sessuali, come da ottemperanza alla legge sulla privacy – che in questo caso ci soccorre – non devono essere rese pubbliche! Perciò nemmeno ostentate; e non mi riferisco solo agli omosessuali, ma anche agli etero e – soprattutto – a quelle zoccole.” Breve pausa, occhi negli occhi con gli interlocutori, sempre più straniti e poi la stoccata: “Anche questa, è una attitudine.”

“Vi sembra una interpretazione faziosa?” E tutti a scuotere il capo. “Anche a me no, ovviamente. Ad esempio, la mia attitudine ad essere maschilista, finisce laddove la femmina deve porre un limite all’uso della provocazione; perché la provocazione femminile fuori luogo è il complemento al maschilismo più becero e non è ammessa.  La libido del maschio chiede rispetto.” Poi, come suo solito, per la phantomima del finale, si rabbuia in volto: “Mi rendo conto che quelli come me, sono ormai la minoranza diversa del terzo millennio. Perché, vedete, io sono già avanti, sono già oltre le nozze gay e ho capito che ormai vale tutto e mi preparo alla resistenza, perché è vero che si sono invertite le parti, ma la parola rispetto – per me – ha mantenuto il medesimo significato e io lo pretendo anche per noi maschi. Non mi convincerò mai che in quel modo di vestirsi non ci sia malizia e sono amareggiato nel dover sottoscrivere la citazione di quel nostro collega siculo ormai in pensione, ricordate?” E, mentre tutti annuivano, con cenno di adulatorio assenso, ha declamato: “Nun c’è nenti ra fari… La donna è troia, e deve essere  ficcata!” Chiamando, in tal guisa, l’acclamazione della platea, come solo i grandi oratori sanno fare.

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14 pensieri su ““Boccaccio 2015”

  1. La parola rispetto ha il medesimo significato andando via via arricchendosi di particolari – dati dai contesti sociali in cui è necessario, sempre più, applicarla – ed è obbligo esigerla.
    Grande Papillon, spero tornare presto tra i “produttori” del web-press.

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  2. Non sono d’accordo: io le donne le manderei in giro completamente nude, anche perchè così non avrebbero fronzoli da giostrare.
    Via, voglio essere di manica larga: chiuderei un occhio sugli autoreggenti 😀

    In fondo in ogni circostanza della vita si fa più di 1 cosa contemporaneamente: al lavoro si lavora ma si chiacchiera anche, si beve il caffè coi colleghi……. al centro commerciale si va per fare acquisti ma si guarda anche la gnocca che c’è a spasso; se si va a trovare un parente all’ospedale non si va vestiti con un sacco di juta seppur l’importante sia tenere compagnìa al malato e non fare una sfilata di moda, ecc.
    Quindi ,visto che le donne amano esibirsi in ogni circostanza, che lo facciano anche in chiesa come lo fanno al lavoro, per strada, all’ospedale, in spiaggia, ovunque.

    Poi al limite ognuno pagherà le logiche conseguenze.
    Per esempio io ho una collega giovane ma già con incarichi di responsabilità, che ama vestirsi in modo….molto scoperto. Niente di male, ma poi non si lamenti se sul lavoro non viene presa sul serio.
    Anch’io potrei presentarsi dai clienti con la maglietta degli iron maiden, ma poi non verrei preso sul serio.
    Ma ognuno è libero.

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  3. Dimenticavo: la frase del collega siculo…………
    Non è vero che la donna è troia… cioè troia nel senso che ti fa le corna quando meno te lo aspetti, sì!.
    Troia nel senso di vogliosa, no… ad eccezione dei primissimi periodi.
    Quel che voglio dire è che le donne che si vestono in modo provocante vogliono solo essere guardate. E non è detto che siano vogliose.
    E ,da dare ancor meno per scontato, che siano delle regine del sesso.

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  4. Difficile rispondere a questo post.
    Non sono religiosa quindi per quanto mi riguarda andrei in chiesa a chiappe al vento ma devo, per obbligo sociale e rispetto per chi mi invita attenermi a delle regole di moralita’ e quindi cerco, in alcune occasioni, di sembrar decente, elegante e decente. Non sono una fautrice del tacco e della scosciatura in eventi pubblici , li riservo agli appuntamenti viso a viso.
    Certo però che per alcune donne questo tipo di uscita è uno dei pochi appuntamenti mondani che hanno e spesso o non si regolano o si vestono appositamente da vacca svizzera per attirare, almeno una volta ogni tanto, lo sguardo di qualcuno.
    Poi maschietti, la donna deve essere libera di vestirsi come cazzo je pare senza che ai vostri occhi passi per zoccola o ben più gravemente, per meritatrice di stupro.
    Godetevi la.vista e poi pentitevi col sacrestano per l’atto impuro che sta accadendo dentro i vostri pantaloni. La vita va così da sempre.

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      1. Tutte le donne sono un po’ (almeno un po’) esibizioniste.
        Il vestirsi elegante e alla moda è un’astuzia per poter soddisfare il desiderio di vestirsi da porcella senza sentirsi dare l’etichetta da zoccola.
        Certe mode (leggins, shorts, ecc) sono proprio studiate con attenzione. E le donne devono stare attente ad attenersi a queste regole senza sforare.

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