Scienza: scoperta rivoluzionaria sconvolge il mondo della fisica

Einstein

Ricordate il nostro amico Alfredo, lo scienziato pazzo dilettante? Ebbene, anche lui ad un certo punto si è sposato e si è iscritto al Club Papillon, ma senza smettere di dedicarsi alla ricerca scientifica.

In attesa che lo studio venga pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica Physical Review, Pepelion ed io siamo onorati di farvi leggere, tramite il blog, la lettera che Alfredo ha inviato al Club per l’annuncio in anteprima della sua scoperta.

Cari Soci del Club Papillon,

vi scrivo questa missiva per condividere con voi la gioia della mia ultima scoperta.

Per buona parte della mia vita sono stato convinto che lo scorrere del tempo fosse immutabile, inesorabile e costante, senza nessuna possibilità che il suo corso potesse essere, in qualche modo, deviato o modificato.

Poi però è successa una cosa che ha sconvolto la mia esistenza e nel volgere di qualche mese ha demolito per sempre quello che per me era un dogma granitico: in poche parole mi sono sposato. Questo evento, in fondo comune per moltissime persone, ha invece avuto un effetto dirompente su quelle che erano le mie convinzioni a proposito del tempo. Non vorrei però che si equivocasse, perciò desidero precisare che dopo il matrimonio, la mia percezione del tempo non è affatto mutata. Quello che invece è cambiato è l’ordine che mia moglie attribuisce al corso degli eventi, per cui devo costantemente ricordarmi di cose accadute in epoche lontanissime in modo da fornire risposte sensate alle sue per me sconcertanti affermazioni.

Infatti mia moglie, durante una conversazione, ha il dono di mescolare senza alcuna difficoltà apparente un fatto avvenuto un attimo prima a un qualunque altro, per quanto irrilevante, capitato diversi anni addietro. Ora questo potrebbe anche essere considerato normale, sennonché Lei attribuisce la stessa valenza ai due avvenimenti e spesso mi rinfaccia fatti che io non ricordo neanche se sono veramente accaduti! Ovviamente, per quieto vivere, prendo sempre per buone le cose che dice e mi allineo al suo insindacabile giudizio senza replicare. Tuttavia, nel corso degli anni, ho elaborato una mia personale teoria per cercare di dare una spiegazione razionale al suo comportamento e sono giunto alla conclusione che per Lei il tempo, semplicemente non esiste.

A dire la verità sarebbe più esatto affermare che per Lei esiste un diverso corso degli eventi per cui i fatti presenti, passati e futuri avvengono, sono avvenuti e avverranno tutti nello stesso preciso istante. D’altronde non potrebbe esserci interpretazione più logica, altrimenti non si spiegherebbe come mai, a distanza di una ventina d’anni, aver pagato per errore un’anguria al prezzo delle pesche al supermercato, possa essere tirato in ballo al momento di pagare il conto in pizzeria.

Naturalmente, prima di elaborare la mia rivoluzionaria ipotesi, mi sono documentato andando a studiare le teorie dei più grandi scienziati del passato, e giunto a Einstein, con la sua teoria della relatività dello spazio tempo, ho trovato la risposta che cercavo. Infatti, per la relatività di Einstein tempo e spazio non sono considerati fattori assoluti ma relativi al rapporto tra osservatore e osservato e alla loro velocità reciproca.

Nella vita di tutti i giorni si ha l’impressione di osservare gli avvenimenti nello stesso istante in cui avvengono perché si è soggetti alla velocità della luce, ma se alla velocità della luce sostituiamo quella del pensiero femminile, che è libero di saltare casualmente e istantaneamente da un punto all’altro della linea spazio temporale e confrontiamo il risultato che ne deriva con la realtà, ci accorgiamo immediatamente che un avvenimento di una qualunque epoca passata ha la stessa valenza di un qualunque altro avvenuto un istante prima. In altre parole tutte le cose accadono contemporaneamente e quindi il tempo non esiste, proprio come nel cervello di mia moglie! Giunto a questa incredibile conclusione decisi, non senza un certo timore, di parlargliene e la sua sbalorditiva risposta, che mi lasciò di stucco, fu: “Certo che è così, non lo sapevi amore mio?”

Il giorno che elaborai la mia teoria e parlai con mia moglie, rimasi sconvolto, ma non per la portata della mia scoperta, quanto invece per il fatto che Lei ragionava come Einstein: per anni avevo vissuto al fianco di un genio e non me ne ero mai reso conto! Mi sentii umiliato da questo paragone, in fondo io ero capace di condurre un solo pensiero per volta e soprattutto in modo lineare: non avrei mai potuto competere ad armi pari con un genio della fisica. Passai giorni bui durante i quali fui incapace di elaborare una qualunque idea su quale dovesse essere il mio modo di agire: dovevo rendere pubblica la mia scoperta o tenere per me il segreto? Possibile che dopo tanti anni nessuno studioso fosse arrivato alle mie stesse conclusioni?

Finalmente un giorno lessi un brano su una rivista scientifica e trovai l’ispirazione che cercavo. L’articolo diceva:

“Benché la concezione a noi più familiare dello scorrere del tempo sia quella spiegata da Einstein con la teoria della relatività, questa non è l’unico modo di affrontare l’argomento. Oggi non è solo la filosofia orientale a farsi portavoce di una visione alternativa che considera lo spazio-tempo come una costruzione della mente, ma esiste anche una voce laica e scientifica che inizia a mettere in dubbio le basi stesse del nostro rapporto con la realtà e viene dalla fisica moderna”.

Sostanzialmente un gruppo di scienziati stava elaborando un’ipotesi alternativa a proposito dello scorrere del tempo che si avvicinava a quello che la mia dolce metà predicava tutti i giorni. Presto avrebbero tradotto le loro tesi in una nuova rivoluzionaria teoria scientifica e il mondo ne sarebbe stato informato.

Non potevo permettere che i meriti delle idee della mia adorabile consorte potessero essere attribuiti alle persone sbagliate. Per questo ho messo nero su bianco le mie conclusioni e le ho inviate alla Physical Review: la più prestigiosa rivista di fisica al mondo. Sono sicuro che presto l’articolo sarà pubblicato e che il prossimo Ottobre, durante l’annuale cerimonia a Stoccolma, il comitato scientifico consegnerà, con tutti gli onori del caso, il premio Nobel per la fisica a me e a mia moglie. Tuttavia, se anche questo non dovesse verificarsi nell’immediato, non sarà un problema perché, avendo provato che tutte le cose avvengono nello stesso istante, sarà come aver ricevuto il riconoscimento un momento dopo aver inviato la lettera. Per questo non mi preoccupo se ancora non ho avuto risposta: dopo tutto, per tutti noi, il tempo non esiste.

In fede, Alfredo

by Pepelion

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3 pensieri su “Scienza: scoperta rivoluzionaria sconvolge il mondo della fisica

  1. Senza dubbio la scoperta deve essere codificata e diffusa nelle sedi scientifiche. La conoscenza, si sa, è pubblica.
    Benchè queste osservazioni siano state sotto gli occhi di molti a te, caro Alfredo, va il merito di averne codificato il funzionamento; del resto quante persone avevano osservato una mela cadere dall’albero? Solo una mente geniale come quella di Newton ne ha potuto trarre una spiegazione scientifica condivisa in tutto il (nostro) pianeta.
    Se mi permetti desidererei, come scienziato, dare il mio “contributo” a questa teoria. E’ marginale ma segue le linee della interdisciplinarietà delle scienze sperimentali. Anche volendo “cancellare” artificialmente le tracce mnesiche dai magazzini della memoria temporale femminile esistono (sempre all’interno dell’organismo del soggetto sperimentale) delle funzioni organiche [ancora da scoprire ed evidenziare] in grado di recuperare le tracce cancellate. Se mi è permessa una metafora esplicativa è come se una volta formattato l’hard disk (generalmente usando strategie come anelli con diamante o settimane di crociera) molte tracce rimangono registrate anche se “criptate” e quindi invisibili all’ignaro sperimentatore (marito, compagno). Ma questo non è un problema della fisica bensì della chimica e della biologia. Grazie del contributo. Aspettiamo la premiazione.
    Renato Gentile

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