Over the rainbow

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Per quanto mi riguarda, non credo che sia in dubbio il riconoscimento della libertà d’espressione dell’orientamento sessuale; e oggi, nessuno può permettersi di giudicare questo. Invece, su un altra cosa, non sono mica tanto d’accordo… Parlo delle unioni gay e lesbiche, a proposito delle quali vorrei fare i miei commenti, fuori dai diversi cori che si ascoltano e sicuramente in contrasto con l’opinione (che rispetto) di diversi frequentatori e visitatori del blog, ai quali chiedo di tollerare la mia diversità.

Il desiderio delle coppie (di qualsiasi genere), di voler essere una famiglia con tutti i diritti annessi del matrimonio – ovvero il riconoscimento dei benefici economici derivanti – è lecito e comprensibile; di fronte a ciò, dovendo dare una valenza legale alla cosa, non posso fare a meno di domandarmi quale sia la funzione “originaria” della famiglia. E la risposta che trovo è una sola: la procreazione, perché senza di essa non esisterebbe la nostra vita di individui. E’ questa l’unica finalità che giustifica, a mio avviso, un sostegno da parte della società e dello stato.

Credo che: nella vita, nel lavoro, nel gioco e nei rapporti umani in generale, nulla possa funzionare se vale sempre tutto, e nulla funzioni senza riferimenti. Il resto sono scelte o inclinazioni personali: diversità possibili tra le tante. Si potrebbe obiettare e considerare la famiglia come la cellula elementare dello stato e della società, a prescindere dalla procreazione. Va bene, ma io aggiungo che questo significa dare a tutti la possibilità di fare un simile “contratto”: per esempio ad una coppia di studenti o studentesse etero, che condividono un appartamento per gli studi, oppure a due colleghi dello stesso sesso che lo condividono per lavoro. Perché no? Tutte potenziali coppie di fatto.

Che poi, non so perché, a me sto fatto dell’arcobaleno, pare un po’ un esibizione del politically correct o un atteggiamento radical chic, fate un po’ voi. Ed è, forse, figlia di questo mio pregiudizio, l’impressione che dietro a questo tipo di relazioni ci sia, a volte, anche la fuga degli individui dalle – irrisolvibili e terrorizzanti – problematiche delle relazioni etero. Al che, un altra domanda mi sorge spontanea: ma nelle coppie arcobaleno si bisticcia come in quelle etero? Ancora peggio: c’è uno dei due (donna o uomo) che fa la parte femminile e rompe le scatole da mattino a sera? Mentre l’altro fa la parte maschile e minimizza con superficialità la sensibilità del partner? Ma… di sicuro è la parte femminile a volere il matrimonio: per possedere l’arma letale del divorzio e ottenere gli alimenti!

Insomma, questo delle coppie arcobaleno è uno dei classici argomenti dove è facile scivolare nello scontro e nel malinteso e dove, non solo nessuno ha la verità in tasca, ma forse, una verità nemmeno esiste; io ho cercato di trattarlo con spontaneità e leggerezza, senza fare conteggi preventivi e altrettanto mi auguro faccia il lettore, magari con un contributo alle mie possibili ingenuità, altrimenti pazienza.

In conclusione resta una cosa da dire, che è l’aspetto più difficile da spendere: quello della genitorialità come diritto di tutti. Diritto pari a quello dei figli, di avere un padre ed una madre di sesso differente, perché l’uomo e la donna sono differenti, altrimenti il bimbo non nasce. Per questo è difficile convincermi della sostenibilità di un modello, che porta all’estinzione della razza umana. Così è (se vi pare).

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10 pensieri su “Over the rainbow

  1. Così è. Grazie Papillon.
    Una interessante analisi priva dei “toni” estremi e delle posizioni esageratamente orientate che creano attrito e scontro distruttivo tra le parti. Abbiamo perso la capacità di “guardare” ad un evento con occhi sereni e privi di quella eccessiva posizione di forza che rende tutto una guerra. La tua analisi mi fa sperare che abbiamo ancora qualche possibilità di “salvare” la specie umana.
    E guarda caso, stamattina, il tuo post mi fornisce una carica da visionario che mi permetterà di affrontare con maggiore serenità la presentazione del mio libro, oggi pomeriggio alla Feltrinelli: non mi sentirò solo.
    Grazie ancora Papillon.

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  2. Sono contraria al matrimonio però per avere alcune ‘garanzie’ reciproche ci siamo sposati CIVILMENTE.
    sONO MOLTO D’ACCORDO CON QUELLO CHE DICI PERCHè FAI UN RAGIONAMENTO ONESTO SENZA FALSA RETORICA E PERBENISMI.
    Scusa se ho scritto grande, ma nn ho voglia di cancellare: ho spinto il tastino sbagliato.
    Che ognuno ami chi vuole e nel modo che crede più opportuni. Prima di arrivare a chiedere il matrimonio che è una pratica sancita dalla religione ‘forse’ sarebbe opportuno che le coppie omosessuali acquisisero pari dignità e pari diritti.
    Quanto ai figli e per me vale per qualsiasi tipo di genere con genere, il mondo è pieno di bambini affamati di tutto e di amore. Farsi fabbricare volutamente un bambino a me pare la soddisfazione di un ennesimo bisogno indotto.
    E qui ti lascio exchè devo scappare.
    sheraconunfiglionatosecondona.tu.raconripetuteprovette ihihih

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      1. Dicevo che ho avuto un figlio x vie naturali 😊
        Le adozioni sono difficoltose in Italia ma in tutto il resto del mondo basta la volontà. Molti amici e conoscenti lo hanno fatto in India, Africa ..chi ha oltre 100mila euro da spendere le soluzioni “umanitarie ” le trova eccome !
        “Fabbricarsi” un figlio, un utero, un ovulo, sperma selezionato…mah!!!
        Sherasalutidomenicali

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