Distopia

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Bravi ragazzi, appena maggiorenni, quindi, per la legge, adulti; famiglie, ovviamente, distrutte. Sto parlando del caso di quel ragazzo volato giù da una finestra di un albergo presso Milano e del fatto analogo capitato ai murazzi di Torino, dove un altro ragazzo è volato giù dal parapetto. Denominatore comune: non ci sono né testimoni, né colpevoli.

Solitamente non mi appassiono morbosamente alle notizie di cronaca, anzi mi lasciano abbastanza indifferente, in particolare quando vedo che, alla base di tutto, le persone si vanno a ficcare nei guai da sole. Le dinamiche dei due fatti sono probabilmente differenti, ma questo non ha importanza ai fini di ciò che ho pensato: possibile che tra i ragazzi – e lo dimostrano le fughe con omissione di soccorso dopo gli incidenti stradali – sia così diffusa la codardia e la vigliaccheria?

Lasciamo perdere la droga e l’alcool, qui si tratta di indole! Anche se questi episodi fossero il frutto di un gioco goliardico finito male, come è possibile che non si senta la propulsione morale di aiutare a capire? Come è possibile che fino a pochi istanti prima ci si dichiarasse “amici” ed un attimo dopo si diventi solo un fardello ingombrante da rimuovere assieme alle responsabilità per l’errore commesso?

Ormai sembra di essere in uno di quei mondi di fantascienza, dove l’utopia è stata sostituita dalla distopia, dove l’omologazione e la spersonalizzazione imperano. Dove i cervelli funzionano con dei software sommari inoculati nei baccelli che ci hanno generato, dove delle routine, che ci trasformano tutti in una serie di uno e di zero, non accettano i “no”, perché tutto è irrinunciabile e nulla ha valore, tutto è dovuto e nessuna responsabilità ci tange.

Un mondo dove lo stesso accade nelle relazioni amorose e parentali, tragicamente interrotte da fatti di efferata violenza, cancellando la persona – che si diceva di amare – come lo sporco ammucchiato sotto al tappeto o al mobile, prima che arrivino gli ospiti; per diventare puliti fuori, certo, ma rimanendo sporchi dentro (alla faccia dell’acqua Rocchetta e di quella gnocca della Chiatti). Un mondo dove i problemi e le avversità si trasformano in sfide e in opportunità, in nome del risultato finale da raggiungere a tutti i costi.

Per favore, genitori, ragazzi: ditemi che tutto questo non è vero, ditemi che coloro che hanno visto o sanno sono delle mosche bianche! Ditemi che l’umanità non sta morendo.

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5 pensieri su “Distopia

  1. Mah… io trovo incredibile più che altro che siano riusciti a reagire in modo così freddo: hanno fatto una pirlata, quello c’ha lasciato le penne e loro……..anzichè entrare in panico, disperarsi e dare l’allarme… hanno avuto la freddezza di riflettere su una strategia per farlo passare come un incidente e riuscire a fare finta di niente fino alla mattina, lasciandolo lì spiaccicato.
    Mah….. è una freddezza da killer professionisti, non da ragazzi normali!

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  2. se non fossimo tutti vigliacchi, a questo punto non ci saremmo mai neppure arrivati… L’umano che ama se stesso e gli altri è un’immagine che solo nella fantasia può sopravvivere. Oggi come oggi, tutto è marcio, anche l’anima

    ps: Ci tengo ad informarti che il mio sito LE PAROLE SEGRETE DEI LIBRI ha cambiato indirizzo e piattaforma, potrai trovarlo qui:

    http://leparolesegretedeilibri.com/

    Spero vorrai continuare a seguire la mia avventura libresca, iscrivendoti a questa nuova “casa”, ti aspetto…
    Un grande bacio! ❤

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