No, non siamo tutti uguali

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Un uomo impugna un arma e appoggia il dito sul grilletto, un altro impugna una sciabola a due mani e si prepara a sferrare un fendente. Sono passati pochi minuti da quando queste persone sono uscite di casa, dopo avere abbandonato una festa o un luogo di preghiera, salutato una madre o una fidanzata, oppure smesso di ascoltare musica o di guardare la TV.

Camminano verso il loro appuntamento, per svolgere una missione ordinata da un committente codardo o da un predicatore fanatico. Magari sono istruiti e intelligenti, ma schiavi inetti, incapaci di capire quello che fanno.  Mi domando se in quel tempo che passa da quando escono di casa, essi pensino a qualche cosa; mi domando quale chimica muova il loro cervello, facendogli mettere un passo innanzi all’altro per giungere sul luogo dell’esecuzione. Ma come fanno una volta giunti lì – automi privi di umanità – a premere il grilletto e sferrare il fendente, trascendendo tutto ciò a cui si deve il senso stesso della vita?

Ecco, tutto questo ci indigna, ma è lontano da noi, nella maggior parte delle città italiane. Poi, succede che una notte ti svegli e ascolti distintamente una sequenza di colpi – anche se non è Capodanno – inframezzata di piccole pause, delle quali l’ultima, prima dell’ultimo colpo, è la più inquietante. Per istinto posi una mano su tua moglie, che ingenuamente sta per affacciarsi e riesci persino, con un occhiata, ad intenderti col cane, che per la prima volta ti obbedisce al primo sguardo e non inizia ad abbaiare come un forsennato, per i rumori che giungono dalla strada. Intanto un auto sgomma e va via.

Dopo, quando ti affacci, ci metti un po’ a realizzare che un uomo giace in un lago di sangue, perché è sul selciato dal lato opposto della via, in diagonale, occultato dagli alberi. La certezza ce l’hai solo dopo pochi minuti, all’arrivo della polizia, con l’inizio dei rilievi, che dureranno fino a mattina, mentre tu senti ancora l’eco di quei colpi nelle orecchie e ti dici che no, gli uomini non sono tutti uguali. Dici anche di più: le vite, non sono tutte uguali. Le morti, non sono tutte uguali. Per esempio: la vita di questi assassini non vale un cazzo e la loro morte varrebbe davvero tanto per tutti noi e ancora di più se fosse preceduta da una breve e interminabile  esitazione prima dell’ultimo colpo.

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6 pensieri su “No, non siamo tutti uguali

  1. Se fossero davvero istruiti ed intelligenti magari penserebbero con la propria testa e non commetterebbero simili gesti. il problema secondo me sta tutto lì: nella miseria e nell’ignoranza trovano terreno fertile i fanatismi e la malavita organizzata.
    PS è un discorso generico, ma ho capito a quale episodio di cronaca ti riferisci.

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