Islam 1.0 Beta Version

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A parlare dell’attentato di Parigi, cavalcando l’onda emotiva, si rischia di dare sfogo alla rabbia, che non è, generalmente, buona consigliera. La rabbia, però, non è tutta uguale. C’è secondo me una rabbia costruttiva, che risveglia l’orgoglio delle proprie radici ovvero i principi cristiani, la libertà e la democrazia.

So che la cultura alla quale appartengo è piena di storture, ma è l’unica che, durante un lungo percorso, si è evoluta per il perseguimento di tali principi. Poi, il benessere e la sicurezza ci hanno fatto perdere il vigore nel difenderli e curarli; le generazioni attuali (la mia compresa) nulla hanno fatto per ottenere tali cose ed è per questo che oggi le stiamo perdendo. Seduti sugli allori, abbiamo perso la memoria storica e ci siamo impoveriti culturalmente ed economicamente, lasciando che altri decidessero e pensassero per noi.

Molti islamici, che vivono pacificamente e lavorano onestamente da noi, non comprendono la valenza della satira (per riallacciarmi al fatto di cronaca) e si sentono offesi. Questi, sono quelli integrati. Immaginiamo coloro i quali sono rimasti a margine: il meccanismo mentale che si scatena in loro è lo stesso per il quale c’è chi ammazza la moglie fedifraga, non perché è pazzo, ma perché la propria cultura e la propria educazione glielo impongono. Questo non è ovviamente accettabile. Tuttavia, se noi europei non ci riuniamo attorno ai valori e alla cultura comune, che hanno determinato il progetto e la nascita dell’Europa stessa e non ci integriamo politicamente, siamo destinati – come concetto culturale e politico – a sparire.

Torniamo alla rabbia: buona e – meno male – politicamente non corretta. Calma, io rispetto chi crede sinceramente al “politicamente corretto”, ma purtroppo prendo atto che ovunque esso sia praticato, è usato pretestuosamente come copertura per il malaffare e l’interesse di parte. Lo dicono le cronache, lo dice la storia: esso è la peggior espressione della demagogia. La rabbia non deve essere razzismo, ma deve essere presa di posizione e schieramento a viso aperto per spiegare e trasmettere valori, universali e comunemente accettabili, senza preconcetti: esattamente come hanno fatto tanti che hanno dato la propria vita per consegnarci il mondo nel quale siamo vissuti fino ad oggi.

Il politicamente corretto e la coerenza ai principi di accoglienza e tolleranza di taluni di noi (occidentali) viene interpretato dalla cultura islamica come un punto debole da attaccare. Non esiste un arabo (generalizzo volutamente) che per questo non ci consideri dei debosciati. Inutile cercare la testa di questa piovra con molti tentacoli; il terrorismo islamico non ci offrirà mai un interlocutore tangibile per non darci riferimenti. Solo regole certe e comuni, a tutela delle nostre abitudini e tradizioni, pur nel rispetto delle loro, potranno garantire il rispetto dell’ordine sociale che noi vogliamo qui a casa nostra. Dove il rispetto delle loro non consiste nel rimuovere crocefissi e presepi.

Le multinazionali, il colonialismo ed il neocolonialismo mascherato non sono, secondo me, la causa prima dell’instabilità e della povertà delle regioni di cultura islamica, anche se ne beneficiano. Analogamente penso che il terrorismo non sia la reazione alle vessazioni politiche, sociali, economiche e militari dell’occidente. Se accettiamo queste equazioni, equipariamo l’aggressività economica – che pure esiste – alla violenza e ciò non è giusto.

I califfati, non vogliono liberare la propria gente: vogliono mangiare la medesima torta. I califfati sono strutture medioevali che necessitano di oppressione, povertà ed ignoranza. I califfati perseguono l’antico disegno di espansione dell’Islam, a scapito dell’occidente. Conseguentemente, tra le cause dell’inasprimento del terrorismo islamico c’è la paura della globalizzazione, che tramite internet diffonde, bene o male, la nostra cultura, esportando concetti che minano il loro potere. A differenza del passato, però, hanno capito che possono conquistarci partendo dal basso, senza la necessità di organizzazioni convenzionali, sfruttando, da un lato il nostro declino culturale e, dall’altro, il disagio sociale che ha spinto le loro genti ad emigrare e proliferare direttamente all’interno dell’Europa.

L’Islam, purtroppo, è stato creato per essere immutabile. Se anche la Chiesa fosse rimasta la stessa di duemila anni fa, oggi metteremmo ancora le streghe al rogo: noi invece siamo stati capaci, da soli, di sospendere le Crociate. Tale immobilismo ha ingessato, con la repressione, la società araba, causando ripercussioni sulla cultura araba stessa – che nel medioevo era superiore alla nostra – lasciando, in sostanza, dopo duemilaquattrocento anni, l’Islam ancora con un sistema operativo alla versione beta. Adesso cercano di farlo girare sopra al nostro, che di release, in tremila anni, ne ha fatte parecchie: “fatal error”.

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6 pensieri su “Islam 1.0 Beta Version

  1. Devo contestare una affermazione: “L’Islam, purtroppo, è stato creato per essere immutabile”. Questo è storicamente impreciso, poiché oltre che sul Corano esso si basa su raccolte di detti del Profeta, per lo più di origine spuria, che si sono accumulati nel corso dei secoli. In pratica chi doveva trattare una materia non considerata da Maometto “inventava” una storia da cui risultava che si era espresso sull’argomento, e questo ha mutato di molto l’Islam. Successivamente si bloccò questo proliferare, ma l’interpretazione di questo corpus fu lasciata libera, ovviamente affidandola a chi aveva studiato teologia, tanto che l’Islam fece ulteriori passi avanti.
    Purtroppo si decise poi di non permettere ulteriori nuove interpretazioni, e analogamente a ciò che accadde con la chiesa cattolica fino all’inizio del ‘900, l’insegnamento della religione si sclerotizzò su posizioni anacronistiche. Vi furono però, a partire dall’800, numerosi pensatori che portarono innovazioni non da poco nella religione, e l’Islam colto di oggi nulla ha a che vedere con quello dei secoli bui.
    Chiedo scusa per la lunga precisazione, ma la nostra ignoranza della storia dell’Islam è spesso pari, se non superiore, all’ignoranza e ai pregiudizi di molti musulmani nei confronti del mondo occidentale. E l’ignoranza è la più grande arma dei terroristi.

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    1. Coscente dei miei limiti mi aspettavo contributi di questo tipo, che faccio miei. Bisognerebbe che l’Islam moderato e integrato si organizzasse e parlasse con voce univoca e autorevole. Detto questo, preciso che ho evitato di proporre soluzioni pernon aprire un dibattito troppo ampio e difficile, date le tante sfaccettature del problema.

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  2. dietro tutto questo si nascondono motivazioni ben distanti da qualsivoglia credo religioso, il mondo arabo ha dissipato il più grande dei patrimoni naturali, il petrolio, anziché investire tale ricchezza in progresso, tecnologia e benessere sociale ha vissuto l’accidia come volere divino. Presto l’oro nero sarà obsoleto, gli arabi ricchi lo hanno capito da tempo ponendo in essere una diversificazione epocale e facendo man bassa di brand e aziende USA-EU. Il problema reale sono circa un miliardo di individui che non potranno più essere sfamati dalle estrazioni. L’obiettivo è colonizzare l’occidente, concetto parassita elevato ad unica alternativa per la sopravvivenza, tutto ciò lo si evince anche dagli atteggiamenti, dal loro essere restii a forme di adeguamento, dal loro non accettare il nostro modus vivendi e pensandi. 30 milioni di arabi risiedono in Europa ma vivono come fossero ancora nei loro paesi, impongono le loro esigenze rifiutando ogni forma di integrazione sociale. E’ un ripetersi della storia, quando si è troppi e scarseggiano le risorse si invadono nuovi territori fino ad impossessarsene. La religione, le vendette “morali” come quella Parigina e via discorrendo sono palliativi, alibi indottrinanti, crepe in cui infilare il palanchino per far leva e destabilizzare.

    Credo comunque che il pensiero “politically correct” sia espressione di ipocrisia, la più becera, così come il rivendicato diritto d’espressione, una libertà che non ha niente da spartire con la bestemmia e con l’oltraggio religioso, la satira è un concetto relativo, se scrivi un post antireligioso, anche blasfemo, eserciti un “diritto”, se scrivi un post in cui sbeffeggi i gay vieni letteralmente assalito e tacciato di omofobia, giusto per capirci. Si sta verificando ciò che Oriana Fallaci aveva previsto in tempi per noi non sospetti, purtroppo la scrittrice non era di sinistra e nemmeno politicamente corretta, quindi nessuno ha mai pensato di valorizzare le sue giustissime analisi. In questi giorni non si fa altro che parlare dei mussulmani bravi, è sbagliato generalizzare ma lo è anche sminuire, un arabo che non si adatta alle regole del paese in cui vive ma pretende, esige che vengano osservate nel suo, contribuisce alla causa islamista, anche se non imbraccia un mitra, non è difficile capire. L’occidente è troppo vincolato al mondo arabo da interessi e intrecci di varia natura, vincoli che ricattano, inibiscono risposte dovute, i grandi dittatori mussulmani sono stati prima usati e poi eliminati, tutto ciò è humus per califfi e ideologi dell’espansionismo.

    bel post

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  3. Siamo dei debosciati!
    Tutta la nostra civilizzazione, buonismo, rispetto, ecc, ci hanno fatto diventare dei debosciati.
    Purtroppo i buoni vincono solo nei cartoni animati: la legge della natura invece vuole che l’individuo debole soccomba.
    Io sono rassegnato: finiremo male. Io non ho figli e spero che l’italia non vada in vacca eccessivamente prima che io abbia terminato la mia vita.

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