Unico indiziato la Befana

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Una coppia qualunque, un quartiere tranquillo. Il periodo delle feste e il pomeriggio trascorso a fare gli ultimi acquisti.

La telefonata di un amico e l’invito a cena. “Abbiamo ancora un po’ di tempo, passiamo un attimo da casa, posiamo gli acquisti ci sistemiamo e andiamo da lui.”

“Sì, meglio non lasciare nulla sull’auto e riposarsi un po’.”

Uscirono di casa alle diciannove e trenta, chiusero la porta come di consueto, con le quattro mandate, mentre fuori si era fatto buio.

Consumata la cena lui cercò di accelerare i tempi del rientro, ché era stanco e doveva ancora portare fuori il cagnolino.

Si attardarono ancora un poco, come succede sempre al momento di commiato quando la compagnia è gradevole.

Mentre lei aspettava in auto col riscaldamento acceso, il cagnolino fece i bisognini, non proprio immediatamente, giusto per infreddolirsi un po’.

“Finalmente ha fatto, possiamo andare.”

“Sì, è ancora presto, ma ho già sonno, non vedo l’ora di andarmene al calduccio.”

“Già.” Rispose lui assaporando il calore del focolare, tipico delle serate natalizie.

Il resto furono gesti meccanici: scesero nel cortile ribassato del palazzo e misero la macchina in garage.

Quel cortile è sempre nero di notte, male illuminato; così, come consuetudine aprirono la porta della rampa di scale che porta alle ascensori per entrare velocemente.

Anche li la luce ci mise un attimo ad accendersi e fu in quell’attimo, ancora semi oscuro, che il cane addentò qualcosa da terra.

“Hei, lascia!” Ma non lasciò.

Fu lei a interrompere quell’improbabile dialogo uomo-cane: “Sembrano i tuoi calzini!”

Lui esitò nella risposta, perché il cervello tardava a dare una risposta razionale, in quanto i calzini sembravano proprio i suoi, soprattutto per come erano piegati.

L’atmosfera assunse i connotati inquietanti che sempre caratterizzano ciò che l’animo umano non si spiega.

Per quanto lui fosse dotato si vivida fantasia, proprio non riusciva a pensare che il ventitré Dicembre ci fosse già in giro la Befana.

Intanto arrivarono al piano, il quinto. Uscirono sul pianerottolo, di nuovo al buio perché il condominio ha risparmiato sui crepuscolari e installato gli interruttori.

Alle ventidue la chiave entró nella toppa e aprì immediatamente il meccanismo della serratura, senza alcuna mandata: l’appartamento era avvolto in un innaturale buio pesto, dato che le serrande non le abbassavano mai, per svegliarsi naturalmente con la luce del sole.

Lei esitò e ci volle un attimo per capire che gli interruttori automatici erano tutti scattati, mentre nell’aria stagnava ancora la puzza di sudore… ma, la Befana, non si lava?

Nella camera da letto tutto era all’aria e nulla era rotto. Un lavoro da quindici minuti, giusto il tempo di prendere quella scatolina con i ricordi di famiglia.

Saltavano all’occhio i reggiseni, che probabilmente avevano fatto suonare il metal detector per via dei gancetti e i calzini, sparsi qua e la: ancora loro.

I carabinieri spiegarono che i ladri li usano per portarsi via l’oro, allo scopo di disfarsene velocemente in caso di pericolo.

Nei giorni successivi fecero cambiare la serratura, quella della quale vendono a trecento euro il dispositivo su internet – detto chiave bulgara – che apre quel tipo di serratura senza lasciare segni di effrazione.

Così arrivó la vigilia della Befana e lui, pensando ancora a quei calzini, sperò ancora in un brutto scherzo della vecchia strega, quale unico indiziato. Forse l’aveva fatto per dirgli quanto era stupido a non aver cambiato la serratura, dato che sapeva della chiave bulgara…

E, mentre si addormentava, immaginò che la mattina successiva avrebbe trovato i suoi calzini appesi alla porta, con i suoi ricordi dentro.

Prima di spegnere la luce, però, guardò ancora una volta il bloccasterzo che da quella notte tiene di fianco al letto: “Non si sa mai: arrivasse veramente la Befana, qualche mazzata per aver fatto quel brutto scherzo glielo do sicuramente!”

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7 pensieri su “Unico indiziato la Befana

  1. Brutta cosa quando rientri e trovi tutto all’aria, si. La cosa che fa più male è la violazione della propria privacy, sapere che qualcuno ha messo le mani tra le nostre cose. Io ho lavato tutto quello che c’era nell’armadio.

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  2. A me ancora non è successo ma dev’essere davvero brutto.
    In 40 anni sono stato derubato solo di 2 autoradio e trovare la portiera aperta, i fili elettrici a penzoloni e sapere che uno stronzo s’è seduto sul mio sedile e s’è fatto gli affaracci suoi con le mie proprietà, m’ha dato un po’ di rabbia mescolata a tantissima delusione. Senso di impotenza.

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    1. E sì, davvero brutto. meno male che loro hanno interesse a non incontrare le vittime ed eseguire il lavoro il più velocemente possibile e senza rischi, se non le conseguenze potrebbero essere brutte. Meglio così e fortuna che ha trovato subito l’oro e se n’è andato senza rompere nulla. Il furto mi ha causato un danno morale, erano ricordi di famiglia. Il resto mi avrebbe causato un danno economico.
      Comunque non so dove e come abiti ma vinci l’inerzia verifica il livello di sicurezza, non fare come me che sapevo di dover sostituire la serratura (obsoleta, mai capitato nulla…). Sistemi infallibili non esistono ma deterrenti che gli complicano la vita sì.

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      1. Già… pensa che io non ho nemmeno installato un allarme. E di capitolato c’è già la predisposizione.
        A casa mia avrebbero ben poco da rubare: niente oro e niente contanti, televisione con tubo catodico, niente pc portatili o altri strumenti di valore.
        Tuttavia, nella ricerca, potrebbero comunque farmi molti danni.

        Circa la serratura: non intendendomene affatto, puoi dirmi come si chiama la tipologia più sicura, tanto per avere una parola chiave da cercare?
        Io ho una porta blindata di capitolato, quelle più semplici, con la chiave con le 2 alette di fianco…

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      2. Adesso la chiamano serratura europea, va molto marca Mottura, con chiave punzonata e codice per la duplicazione da conservare separatamente.
        Proprio perché non hai nulla potrebbero farti dispetto, come è capitato ad alcuni. Spesa con fattura, inclusa installazione, 500-600 euro.

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