Un po’ santa e un po’ puttana

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Negli ultimi tre voli intercontinentali che ho preso, fra i programmi di intrattenimento c’e sempre stato il film “La grande bellezza”. Per uno come me, in difficoltà di fronte alle opere d’autore, essere stregato da un film come questo di Sorrentino è una cosa strana.

Penso a Fellini e al fatto che non sono mai riuscito a guardare un suo film. Jep Gambardella invece mi seduce, mi fa invidia, mi scandalizza, mi indigna, mi fa rabbia, mi commuove e mi fa pena. Forse perché io appartengo al tempo di questo personaggio immaginario, forse perché anche io sono – pur con diversa miscela di caratteristiche – un Jep Gambardella. Non voglio qui perdermi in spiegazioni del film, ma parlare delle riflessioni e associazioni che mi ha fatto fare, probabilmente ignote allo stesso regista…

Il film l’ho visto ben due volte in TV, ma nonostante ciò non resisto e ogni volta devo riguardare almeno l’inizio, fino a quando il tipo coi baffetti dice alla cubista, con sguardo da maschio medio e mediocre: “Ti chiavasse”, che nei sottotitoli diventa un altrettanto efficace “I’ll drill you”. Battuta volgare, ma perdonatemi – in tale contesto – pertinentissima, pronunciata dal caratterista Carlo Buccirosso. E son certo, che molte femminucce hanno desiderato essere sul cubo, tanto quanto ai maschietti sarebbe piaciuto starci sotto.

Poi l’incipit del protagonista da inizio al film, dove nelle battute e nelle espressioni di Toni Servillo si esprime, secondo me, il senso di tutto il racconto. Ora, non so perché, pur non essendo il mio ambiente, mentre lo guardo mi identifico e mi sento coinvolto.

Vengono in mente certe pubblicità dei profumi, magari firmati da stilisti della moda, che evocano quegli ambienti lì: fatti di niente, di “bella gente” e fighe di plastica.

Eppure ne siamo catturati, esattamente nel modo come un film porno sublima il nostro eros più inconfessabile. Inutile sottrarsi alla verità: razionalmente ed eticamente vediamo benissimo di che si tratta, ci da fastidio e lo condanniamo. Basta – però – rivoltare la propria anima, per scoprire che è sedotta dal lusso, dal sesso, dalla trasgressione e dal narcisismo intellettuale: santa da un lato, puttana dall’altro.

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