Il migliore

il migliore

Mi è capitato di vedere dirigenti d’azienda giocare a tre sette nel dopo lavoro delle mie trasferte, con cinismo e voglia di umiliare l’avversario; conoscenti e amici – con posizioni di responsabilità – non perdere l’occasione di mostrare la stessa aggressività usata in settimana al lavoro, durante goliardiche cene del sabato sera. Sto parlando di persone abituate a primeggiare: che vogliono primeggiare. A parte la condanna di un sistema basato solo su questo e del comportamento che esso induce, purtroppo, constato sempre più difficoltà da parte loro, a separare la vita sociale dalla professione.

Nell’ambiente di lavoro nessuno concede sconti, lo sappiamo tutti; queste persone, però, si arrogano il diritto di fare la stessa cosa con chiunque contrasti il loro obiettivo o la loro opinione, anche se questi ultimi non hanno alcuna intenzione di oscurare la loro leadership. Mi chiedo se sappiano, che i subalterni non li mandano al diavolo solo per paura o ruffianeria; e mi chiedo anche se si rendano conto di favorire il rispetto, solo a chi è più forte, senza distinguere tra autorità ed autorevolezza – penalizzando, in tal modo, anche il riconoscimento del merito.

L’emulazione della prepotenza è trasversale ai livelli culturali delle persone, ma da questi qui ci si aspetterebbe maggiore coscienza e capacità critica. Invece, in tali contesti, capita pure che se la prendono coi più deboli: del resto, se capissero, sarebbero – veramente – i migliori.

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Un pensiero su “Il migliore

  1. condivido in pieno! secondo me a un certo punto si rimane così legati a quel ruolo di leader che non si riesce più a spogliarsene, anche se, come dici tu, quella non è leadership è solo prevaricazione. La leadership è carisma prima di tutto, è riuscire a farsi seguire dalle persone perchè sanno che in qualche modo con le tue competenze (e da qui l’autorevolezza) hai l’occhio lungo… e in tanti casi è anche umiltà perchè una persona che ha una posizione lavorativa “subalterna” facendo una parte o un ramo del lavoro molto probabilmente conoscerà più approfonditamente del capo quel ramo.
    In un mondo ideale si scambierebbero competenze confrontandosi e uscendo da quel confronto entrambi con qualcosa in più… magari qualche volta succede, chissà!

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