“Il colpo dello scorpione”

colpo dello scorpione

In un paese lontano lontano dell’oriente, quella sera, c’erano sei uomini. I tre single: Pallino, il Principe Abusivo e Pikachu, non avevano alcuna “velleità venatoria”. Gli altri: il Mister, il Bomber e il Lio, sposati, parlavano di lavoro e famiglia. Ad un certo punto, qualcuno propose di andare in un centro massaggi serio, nelle vicinanze; così, si avviarono, continuando a chiacchierare.

Il Mister, appassionato di calcio, da cui il soprannome, prese ad animare il gruppo con i suoi aneddoti; proprio quella sera, spiegò agli amici il famoso “colpo dello scorpione“.

Non l’acrobatico colpo di tacco di Ibrahimovic, bensì l’uso del pollice da tergo, durante l’amplesso.

Lascio a voi il piacere – o l’imbarazzo – di immaginare dove dovesse essere infilato l’aculeo (mi si passi l’espressione figurativa) della coda dello scorpione.

Giunti a destinazione, entrarono… ed ebbero l’impressione di trovarsi in un bordello, perché nell’atrio apparvero subito un gruppo di ragazze avvenenti, con la Maitresse – non saprei come altro definirla – che, facendogli brillare gli occhi, li invitò a scegliere una giovane massaggiatrice. Furono accompagnati in una stanza con luce e musica soffuse, arredi e decorazioni orientali veramente pacchiani e ovunque una fastidiosa predominanza del colore rosso.

Le ragazze, che nel frattempo si erano cambiate d’abito: ora indossavano dei gonnellini girovagina e per fare i massaggi, assumevano delle posizioni poco attinenti alla loro funzione. Adagiate cavalcioni su una coscia, chinate alla pecorina, mostrando il sedere ai dirimpettai o rivolte in avanti, con la scollatura sul naso dei nostri, per massaggiare le due braccia contemporaneamente. Di massaggio in massaggio scesero sempre più a valle, fino alla soglia della torre campanaria, ma fortunatamente non entrarono. Quando le massaggiatrici si misero in ginocchio sulla loro schiena, per massaggiarla, la ragazza sopra al Mister, gli infilò inavvertitamente l’alluce nel taglio delle natiche e iniziò a muoversi ritmicamente avanti e indietro. 

Dopo alcuni attimi, l’atmosfera della stanza fu scossa dal gemito roco del Mister, che – immolandosi per tutti – esclamò: “Sììì, daaai… infilami quel ditone nel culo…“.

Il colpo dello scorpione, aveva colpito ancora, ma il carnefice, questa volta, era diventato vittima.

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