La folle teoria degli elementi

monolite

Le idee sono come ciuffi d’erba, spuntano in ordine sparso. Poi, passa il freddo, il sole, la pioggia e, a un certo punto, il prato si riempie e si colora di fiori, in un insieme – apparentemente disordinato ma armonico – d’immagini e profumi…

“Le idee, dicevo:

 la terra, madre perché ci ha generato,

il sole, padre perché ha fecondato la terra,

il mare, respiro perché ci fa vivere,

il fuoco, energia perché ci protegge,

l’universo, casa che ci unisce.”

Tutte queste cose sono, nella nostra accezione, inerti. Esse, assieme, ci consentono di esistere o – comunque – ce ne danno l’illusione. Ammesso che noi si esista, cosa siamo? Siamo parte di quello che percepiamo come vita. Lo siamo assieme alla natura, della quale siamo elemento costituente con animali e vegetali.

La natura rappresenta la purezza e la perfezione.

Ora, se per un istante ci estraniamo dall’essere ciò che pensiamo di essere, vediamo che tutte le cose elencate prima compongono un insieme imprescindibile, al quale nessuna di esse può mancare. Pena, il non esistere. In sostanza, i singoli elementi non esistono da soli ma esiste l’insieme, un tutto del quale noi uomini siamo parte pensante e cosciente. Quasi ne fossimo il risultato o l’essenza. Questa essenza è quindi l’umanità ovvero, l’insieme degli uomini, cellule di un organismo che nascono e muoiono per rinnovarne il tessuto.

In natura non esistono il bene e il male ma necessità oggettive che regolano l’equilibrio del tutto. Tutti gli esseri hanno sensibilità, provano gioia e dolore come noi: a loro dobbiamo riconoscere dignità, portare rispetto e amore. L’uomo, rispetto agli altri esseri, ha una particolarità che lo distingue: porta dentro di sé il bene e il male, calibrati in percentuali diverse, variabili e mai uguali a zero. Sommando le percentuali di tutti gli individui otteniamo perciò un magma fluttuante: la lotta tra il bene e il male.

Questo soggetto, definito umanità, è un insieme di energia sopra la quale non sta nulla. E’ lui stesso un qualcosa di superiore allo scibile: forse è Dio.

Quindi – noi – siamo l’espressione di Dio e governiamo le sorti del mondo di qui alla fine, quando – forse – rinasceremo da un’altra parte.

Queste idee hanno preso una via strana e paiono pura follia, ma io come ogni matto non me ne rendo conto. Solo per curiosità dico che mi frullavano in testa in ordine sparso da anni senza riuscire ad allinearsi, poi l’altra sera ho pensato al mare e al respiro delle onde sulla riva.

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